Gli stimoli stressanti di
allenamento dovrebbero essere applicati in blocchi sopportabili, seguiti dal
tempo necessario per il recupero e il completo adeguamento. Il valore “tollerabile”
o “sopportabile” deve essere definito per ogni singola persona. Anche gli
atleti meglio allenati sembrano essere in grado di adeguare solo tre o quattro
cicli di aumenti progressivi nello stress specifico di un esercizio, in
particolare nelle sessioni di allenamento che avvicinano e superino l’intensità
di gara. Questa situazione porta all’uso crescente di un modello di “3 a 1” di
stimoli stressanti di allenamento per la formazione (tre parti per la formazione,
una parte per il rirpistino). L’atleta potrebbe utilizzare questo concetto ad
un livello settimanale (microciclo) mensile (mesociclo) e annuale (macrociclo),
per sviluppare un programma di allenamento a lungo termine. Non dare al
recupero la giusta importanza può essere un grava errore, in grado di
compromettere la nostra preparazione e il nostro stato di forma per periodi più
o meno lunghi.
Il grafico, offre una rapida
semplificazione di come il ciclo “seduta di allenamento/recupero” induca gli
incrementi prestativi voluti quando si pratica sport. Il Catabolismo indotto
dalla “seduta di allenamento” rappresenta lo stimolo biologico necessario
affinché avvengano i processi responsabili dell’Anabolismo e quindi del
miglioramento dello stato di forma. È intuitivo immaginare come errori
nell’allenamento possano compromettere l’incremento della condizione atletica o
come l’utilizzo di mezzi in grado di favorire/accelerare il recupero possano
permettere all’atleta di ottenere miglioramenti in maniera più rapida.
Subito dopo un’intensa attività
allenante avviene l'esaurimento delle
scorte di glicogeno: solitamente presente come riserva del nostro
organismo, nella muscolatura (fino a 350g di carboidrati) e nel fegato (fino a
100g). Quando terminano queste scorte, se non si riescono a utilizzare
efficacemente i grassi, la nostra capacità performante si riduce drasticamente.
Questo lo sanno benissimo i Maratoneti, i Triatleti, in pratica tutti gli
atleti di Endurance che mettano a dura prova l’organismo dal punto di vista
energetico. Oltre a questo nel nostro organismo aumentano le scorie: quando lo sforzo si fa intenso si
generano elevate quantità di scorie, prime fra tutte i radicali liberi, che
devono essere smaltiti in maniera efficace. Questo stress radicalico indotto
dall’intensa attività, infatti, ostacola i normali processi fisiologici
limitando il ritorno alle normali condizioni fisiologiche. Infine un’altro
aspetto da non sottovalutare per coloro che svolgono la Corsa come principale
attività, o comunque un attività ad alto contenuto tecnico e fisico, come il
Triathlon, è il catabolismo
proteico (consumo della muscolatura a scopo energetico),
inevitabile durante la pratica sportiva di lunga durata, è un fattore che può
diventare critico nel ritardare i tempi di recupero. Se l’organismo intacca i
muscoli per ricavare energia il muscolo ne uscirà indebolito invece che
rafforzato, ovviamente questo processo va contrastato.
Di seguito alcune delle cause che potrebbero generare
un cattivo recupero: Allenamenti troppo ravvicinati, soprattutto se non
sostenuti da una dieta e un'integrazione non idonee, Eccessiva intensità degli
allenamenti, Sonno disturbato da pensieri e stress della vita quotidiana, Allenamenti
serali troppo ravvicinati al momento in cui si va a letto, Programma inadeguato
allo stato di forma o all’età dell’atleta, Sovrappeso o comunque un apporto
calorico non adeguato, Malattie non diagnosticate che non permettano un
buon assorbimento intestinale, Cattiva idratazione durante l’arco della giornata
e durante gli allenamenti, Errato timing di assunzione del cibo o
dell’integrazione, Carenze specifiche non diagnosticate, Errate scelte
alimentari prima, durante e dopo l’attività.
Oltre a limitare i fattori che impediscono
un buon recupero, è buona norma seguire una serie di accortezze che facilitano
la fase di recupero nella pianificazione settimanale: Recuperare i liquidi persi oltre che per
ripristinare l’equilibrio idrico, un giusto apporto di liquidi favorisce la
“riattivazione vagale”, cioè il passaggio da uno stato di catabolismo a quello di anabolismo, Ripristinare le scorte
di glicogeno, con l’assunzione di carboidrati, è necessaria per stimolare la
secrezione insulinica e ripristinare le scorte di glicogeno perse, al fine di
presentarsi all’allenamento/competizione successiva con scorte adeguate. Nelle
prime 2 ore dopo lo sforzo, l’organismo è particolarmente recettivo all’assunzione
di carboidrati. Favorire la sintesi proteica: ovviamente l’anabolismo non è
possibile se non si forniscono i “mattoni” responsabili della sintesi proteica.
Un giusto, ma soprattutto precoce, apporto di amminoacidi o proteine di rapida
assimilazione permette di iniziare il prima possibile questi fenomeni.