Dopo l'approfondimento dedicato agli integratori, una nuova sezione, inerente all'alimentazione, è stata inserita nel blog. Si tratta di uno spazio dedicato al vasto e complicato mondo dell'alimentazione sportiva, nel quale poter trovare risposta ad ogni vostra curiosità. Che aspettate, cliccate in alto a sinistra nel menù a tendina "pagine" e successivamente su "Alimentazione". Buona lettura.
lunedì 3 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
Principi di allenamento - parte 1
Allenarsi per il triathlon o per
qualsiasi altro sport di endurance, è semplicemente un problema di adattamento a delle sollecitazioni
d’allenamento che aumentano gradualmente. In molti casi, tuttavia, la velocità
ottimale di adattamento, e i vari miglioramenti nelle prestazioni in gara che
ne possano derivare, potrebbero venire inibiti o essere perduti se l’atleta
utilizza metodi di allenamento scorretti. Un corretto metodo di allenamento,
prevede che la forza, la velocità e l’endurance su varie distanze vengano
considerate come delle componenti separate che, se combinate tra loro possono
aiutare l’atleta a raggiungere i propri obiettivi. L’approccio più efficace per
l’allenamento fisiologico comporta lo svilupparsi di ogni elemento. Un
equilibrio corretto, riconoscendo che ogni elemento limita ma anche facilita lo sviluppo del
successivo, è essenziale per raggiungere un risultato positivo a qualsiasi
velocità o a qualsiasi distanza. Il modello ha le seguenti componenti:
FORZA > POTENZA MASSIMA > POTENZA E VELOCITA ANAEROBICA >
CAPAVCITA AEROBICA > POTENZA E VELOCITA SPECIFICHE PER LA GARA >
POTENZA E VELOCITA DI ENDURANCE
Ogni anello della catena di
allenamento è essenziale per raggiungere il potenziale delle performance
all’anello successivo. Ad ogni modo, ciò che consente all’atleta di raggiungere
il massimo livello delle proprie abilità è l’applicazione efficace di tempo,
sforzo ed impegno. Per realizzare questo compito, sarebbe importante
riconoscere che il processo di allenamento è un procedimento di adattamento
progressivo con il passare del tempo. L’esercizio di allenamento è un concetto
semplice che può essere facilmente appreso attraverso l’osservazione del
grafico sottostante, prodotto da Hans
Selye. Quando uno stressor (ovvero
uno stimolo di diversa natura che porta
l’organismo e la psiche allo stress) viene applicato all’organismo umano, il
risultato è un allontanamento dallo stato di equilibrio e l’organismo viene
temporaneamente indebolito. Tutta via il
corpo umano ha un’incredibile capacità fisiologica di riorganizzarsi in
risposta agli stimoli stressanti. I triatleti, quindi, saranno in grado di
nuotare, andare in bicicletta, e correre a piedi più velocemente e più a lungo,
grazie all’applicazione dello stress di allenamento. Di contro, se
all’organismo non viene fornito il tempo necessario per recuperare dagli
stimoli stressanti, successivamente delle eventuali applicazioni dello stesso
stress potranno essere la causa di un deterioramento che viene indicato con
l’impossibilità di adattarsi. Negli essere umani, l’adattamento si verifica in
gran parte attraverso la sintesi di nuove proteine. L’incapacità di adattarsi
completamente viene evidenziata da prestazioni in calo, nonostante un aumento
dello sforzo. Questo fenomeno si verifica se un livello inadeguato di stimoli
di allenamento viene riapplicato da qualche parte tra i settori denomintai "dispendio e ristoro". Questo
fenomeno viene anche indicato come sovrallenamento.
Inoltre la performance tende a deteriorarsi quando lo stimolo stressante viene
riapplicato troppo tardivamente o con una intensità insufficiente per mantenere
l’attuale livello di adattamento.
Applicare periodicamente uno
stimolo stressante di allenamento, che consenta all’adattamento di essere
mantenuto nel tempo senza un’ulteriore miglioramento, viene indicato come il mantenimento dell’adattamento. Sorprendentemente, degli adattamenti specifici
spesso possono essere mantenuti con delle applicazioni meno frequenti dello
stimolo stressante, rispetti a quelli che sono applicati inizialmente per produrre
l’adattamento. In altre parole, una volta che l’atleta avrà raggiunto una
determinata velocità su una determinata distanza, fino a quando lo stimolo
verrà ancora replicato periodicamente, allora sarà in grado di mantenere quel
livello di adattamento senza doversi allenare frequentemente , questo concetto
è la base per il sistema di allenamento denominato periodizzazione, o
applicazione ciclica di vari stimoli stressanti di allenamento. Quando uno
degli elementi di allenamento è stato sviluppato, poi quello stesso elemento può
essere mantenuto in un ciclo senza una frequenza di applicazione ridotta,
mentre viene sviluppato un altro aspetto dell’allenamento.
Il processo di adattamento non
continua all’infinito. Con l’applicazione di stimoli stressanti crescenti, la
quantità del potenziale di miglioramento si riduce, alla fine raggiungendo un
limite massimo stabilito geneticamente. Cioè, indipendentemente da quanto l’atleta
cerchi ancora di aumentare uno stimolo stressante, esiste un limite stabilito
geneticamente che determina quanto si possa diminuire il tempo in gara, o quanto si possa aumentare la quantità
di pesi da sollevare. Avvicinandosi a questo limite massimo, una quantità maggiore
di stimoli stressanti si renderà necessaria per poter produrre degli
adattamenti relativamente piccoli; questo viene chiamato principio dei rendimenti decrescenti.
lunedì 17 febbraio 2014
Visualizzare la gara
Riuscire ad immaginare i propri obiettivi sportivi,
grazie alla visualizzazione, è il primo passo per realizzarli. Una pratica
molto utilizzata è quella della visualizzazione, ovvero: la rappresentazione
immaginativa del programma e delle singole sequenze motorie da eseguire nei
diversi momenti della gara o del training. Le scene visualizzate devono essere coinvolgenti
e realistiche, per poter ricreare nella mente dell'atleta esperienze il più
verosimili possibile. Così come il pilota di formala uno visualizza la
successione di curve, staccate e cambi di marcia prima di salire a bordo della
sua macchina, anche l’atleta di triathlon dovrebbe visualizzare ogni singola
fase della gara. L'obiettivo è fare in modo che l’atleta immagini l’intera
prestazione dall’inizio alla fine, facendo attenzione a "sentire"
l’intero corpo e le sensazioni muscolari. Il risultato sarebbe un
rinforzo, un consolidamento della traccia memonica del movimento, il che
faciliterebbe la successiva esecuzione concreta. L'atleta dovrebbe non solo
guardare se stesso mentre esegue l'esercizio, ma dovrebbe "sentirsi"
quanto più possibile. In gare molto lunghe,
complicate e piene di variabili come quelle di triathlon, visualizzare prima
della gara più dettagli possibile può essere l’arma in più per conseguire un
buon risultato. Limitandoci alla sola gara, l’atleta di triathlon, dovrebbe
iniziare a visualizzare la gara dai momenti che precedono la competizione, passando
poi a visualizzare le tre frazioni e finire con il post gara. Ecco di seguito
un percorso di visualizzazione di una gara di triathlon relativo alla prima
frazione a nuoto.
Partiamo ricreando nella propria mente situazioni, sensazioni,
odori, immagini e perché no anche tutti i rumori che comunemente l’atleta
troverebbe sulla spiaggia pochi attimi prima della partenza. “Mi trovo sulla spiaggia, a pochi metri dal
mare, con altri atleti a fissare le boe gialle che delimitano la frazione a
nuoto. Sento la muta sulla pelle che mi impedisce alcuni movimenti e respiro il
forte odore della gomma. Controllo un’ultima volta che la muta sia ben chiusa e
aderante, dopo di che mi calo gli occhialini sugli occhi e attendo lo start. Il
mare infrange le sue onde sulla spiaggia e il vento increspa leggermente le
onde da nord est. Ecco che i giudici di gara ci invitano a compattarci. Da li a
breve suonerà lo start. Mi stringo insieme ad altri triatleti e mi avvicino al
limite della partenza. Poco dopo lo start. Inizio a correre a grandi falcate
per saltare le onde e raggiungere una buona posizione il più possibile avanzata
rispetto al gruppo. Sento l’acqua che mi bagna, prima le caviglie poi le gambe
ed infine, quando avanzare a corsa diventa impossibile mi immergo. Silenzio.
Sono completamente immerso nell’acqua con i polmoni pieni d’aria in attesa di riemergere
ed iniziare a nuotare. Le prime 26 bracciate saranno veloci per sopravanzare
gli avversari e la respirazione ogni 4 bracciate per ridurre il rollio. Il rumore
dell’acqua mi accompagna e alla mia destra vedo molti atleti nuotano accanto a
me. Tra una respirazione e l’altra sento il sapore dell’acqua salata e il
beccheggio delle onde. Sono finite le 26 bracciate veloci e la respirazione può
tornare ogni 2. Adesso devo solo recuperare lo stress della partenze almeno
fino al primo giro. La fatica per la partenza veloce si fa sentire, i polmoni
chiedono ossigeno e il cuore batte velocemente. Calma devo recuperare. Ogni 10
bracciate guardo la boa per definire meglio la traiettoria e controllo gli
avversari. Arriva la boa, svolta a sinistra, adesso vedo l’orizzonte. Avanti
mantenendo il ritmo senza forzare. Passa la seconda boa si punta alla spiaggia
con le onde che mi spingono avanti. Posso sfruttare la corrente per guadagnare
alcune posizioni. Arrivo in prossimità della riva e nuoto fino a che non tocco
la sabbia con le dita della mano poi mi alzo e corro. Piano non devo forzare. Inizia
il secondo giro a nuoto. Fino alla prima boa mantengo ancora la respirazione
ogni 2 bracciate. Questa è la fase più dura, devo stringere i denti fino alla
prima boa. Ennesimo giro di boa. Inizio a forzare con bracciate lunghe e
potenti e respirazione ogni tre. Ultimo giro di boa per puntare sulla spiaggia
e dare il massimo sfruttano la spinta delle onde. Recupero ancora qualche
posizione e quando sento la sabbia con le dita emergo e corro fino alla zona
cambio. Sento la sabbia sotto i piedi, mi guardo intorno e calcolo la posizione
rispetto al gruppo. Mentre mi avvicino alla zona cambio iniziò a sfilarmi la
muta aprendo la zip sulla schiena e sfilandomi alternativamente le maniche.”
Ecco quello che si intende per visualizzazione della
gara. Ovviamente questo è solo un esempio, ma in linea di principio ricalca il
concetto.
lunedì 10 febbraio 2014
Ansia e respirazione
Una corretta respirazione, subito
prima e durante la gara o l’allenamento potrebbe ridurre l’ansia mentale e
fisica attraverso inspirazioni ed espirazioni controllate, combinandola con la
visualizzazione e le abilità immaginative. Le tecniche di rilassamento sono
utili per porre sotto autocontrollo stati più o meno elevati di ansia. Esse si
rivelano estremamente efficaci in quanto permettono di affrontare gli eventi
difficoltosi o che destano particolare preoccupazione. Lo scopo infatti è
ridurre l'ansia portandola a un livello accettabile in vista della gara.
Quando si è ansiosi si tende a respirare con la parte alta del torace e ad
aumentare il ritmo respiratorio, provocando nell'organismo uno stato di
iperventilazione e quindi di diminuzione dell'ossigenazione nel sangue;
quest'ultima è responsabile della maggior parte dei sintomi fisiologici e delle
sensazioni sgradevoli avvertiti nello stato d'ansia. E' utile che impariate
invece a praticare la respirazione diaframmatica, cioè quella che parte dalla
zona bassa del torace o dall'area addominale. In tal modo riuscirete a
regolarizzare il ritmo respiratorio e di conseguenza a migliorare
l'ossigenazione del sangue, permettendo così al vostro corpo di equilibrarsi e
rilassarsi. L’atleta potrebbe tenere sotto controllo l’ansia, attraverso
alcuni semplici esercizi:
- · Respirare attraverso il naso ed espirare attraverso la bocca.
- · Concentrarsi sul diaframma addominale che si alza, questa è la prova di una respirazione sufficientemente profonda ed in grado di utilizzare a pieno la capacità polmonare.
- · Respirare lentamente con una serie di inspirazioni ed espirazioni, di solito dai 2 ai 4 secondi. Questo fa si che l’atleta riesca a effettuare più profondi e più completi.
- · Durante l’esercizio fisico provare a respirare solo con il naso, in modo rallentare e rendere più profonda la respirazione.
venerdì 7 febbraio 2014
Ottimismo nello sport
Essere ottimisti, quindi fiduciosi che le cose
prenderanno la piega che noi vogliamo e otterremo il risultato che desideriamo,
non può che farci arrivare ad uno step ulteriore, ad un scarto in più. Ma solo
se siamo attrezzati a gestirlo. Quel che certo è che un approccio ottimista deve necessariamente essere
accompagnato da una grande capacità di accettazione delle delusioni dovute ad
un risultato non congruo con le aspettative. È facile essere ottimisti quando le cose vanno
bene e tutto è sotto controllo. A volte però non tutto è sotto controllo e
diventa molto difficile quando le cose girano per il verso sbagliato. Anche in
uno sport come il triathlon, può accadere che le molte variabili, a cui siamo
sottoposti in una disciplina sportiva, siano incontrollabili e non prevedibili
in anticipo. L’ottimista realista non si concentra solo su un esito positivo ma
anche su quali fattori può riuscire a controllare, al fine di raggiungere il
risultato prefissato. Con questo tipo di approccio ogni atlteta sarà in grado
di affrontare situazioni molto difficili.
giovedì 6 febbraio 2014
Ansia da sport
Si è soliti pensare, degli atleti
in grado di terminare o vincere un ironman, che siano dei veri e propri super eroi,
dotati di qualità innate per poter compiere sforzi sovraumani con apparente facilità
e senza il minimo sforzo: ovvero si pensa che le loro caratteristiche, in
questo caso sportive, siano solo e soltanto un dono di madre natura e quindi,
non dovute all’applicazione costante e giornaliera. Inutile dire quanto questa
affermazione sia errata, dato che ognuno di noi, con la giusta dedizione e con
un giusto approccio mentale può, se lo vuole veramente, completare e perche no
vincere un ironman. In questo articolo non parliamo di doti tecniche, sportive,
fisiologiche ma solo di propensione psicologica al traguardo. Infatti, che si
tratti di una gara di triathlon, di una conferenza con 500 persone che vi
ascoltano, di una recita teatrale o di una riunione di lavoro,
raggiungerete più facilmente il vostro
obbiettivo se avrete un approccio positivo e privo di ansie. La gara rappresenta
per un atleta un “esame” che mette in
discussione i suoi investimenti fisici e psicologici. che l’ansia nello sport può portare ad una
diminuzione della performance a seguito di un precoce esaurimento delle energie
fisiche e mentali, con conseguente danno per l’atleta. Tuttavia
risulta evidente nello sport l’opportunità di utilizzare le terapie di
rilassamento e al fine di ridurre, sui vari organi e apparati, le modificazioni
indotte dalla reazione d’ansia, ristabilendo l’equilibrio fisico e mentale
dell’atleta. Preparare la mente ,
attraverso le tecniche di rilassamento, aiuta l’atleta a controllare le proprie
emozioni, a prevenire i momenti d’ansia e a non farsi soggiogare da esse,
rivolgendole a proprio vantaggio. Il rilassamento può essere inteso come
l’opposto dell’attivazione, però non necessariamente uno stato di riposo ma di
regolazione e normalizzazione delle funzioni vitali che vengono meglio
utilizzate nello sport. Il nostro inconscio , tra le tante funzioni, si occupa di proteggerci dall’eventuale
possibilità di soffrire. Quando si avvicina una situazione
potenzialmente pericolosa attua delle strategie di protezione per allontanarci
dal pericolo. Una di queste strategie è l’ansia. Quando proviamo uno stato di
ansia, il corpo ci trasmette che c’è qualcosa di potenzialmente pericoloso. Da
un semplice fastidio ad un attacco vero e proprio che non solo ci debilita ma
ci blocca completamente.
Quando il livello di
ansia aumenta al punto di essere
esagerato rispetto alla prestazione che dobbiamo
svolgere, l’ansia comincia ad avere un’influenza
negativa e dunque non riusciremo più ad
ottenere dei buoni risultati.
La curva di ansia di Yerkes e Dodson (1908)spiega
come livelli moderati di ansia siano utili per l’attività e più proficui nello
svolgimento dei compiti (aumentando il livello di attivazione, la prestazione
migliora fino a un dato punto, poi peggiora). E’ dimostrato che soggetti in
grado di affrontare le difficoltà con uno stato d’animo privo di ansia, non
solo riescono meglio ma percepiscono molta meno fatica nel portarle a termine. Solitamente
l’atleta non riconosce l’ansia che lo assale in gara derivante dalla possibile
paura di perdere, creata da un sistema di valori culturali socialmente
acquisiti. È appurato
venerdì 31 gennaio 2014
Stress da allenamento
Sostenere come unico metodo di
allenamento possibile un modello basato solamente sulla fatica, lo sforzo e il
dolore, vuol dire non tenere di conto di altri aspetti del training, in grado
di rendere la nostra pratica sportiva molto piacevole. Non è assolutamente
necessario massacrarsi per ore in uno sforzo fisico prolungato, massacrante e
noioso per ottenere buoni risultati. Non esiste solo questo metodo di
allenamento che oltre ad esaurire le riserve energetiche ci sfinisce anche
psicologicamente, con conseguenze negative anche sulla vita sociale. Le cause
di questa metodologia di training derivano da modelli allenanti dove l’unico
traguardo è il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questo concetto
potrebbe andare bene in linea di massima per gli atleti professionisti che si
allenano con regolarità durante l’intera giornata e per tutta la settimana,
facendo del loro sport una professione. Di certo un programma di allenamento
duro, intenso, faticoso, doloroso e monotono basato solo sul raggiungimento di
certi traguardi non si addice allo sportivo di tutti i giorni, in grado di allenarsi
nei ritagli di tempo di lavoro, famiglia
e della propria vita sociale. Per questo tipo di atleta la tabella di
allenamento deve essere focalizzata prevalentemente sul piacere di fare sport e
solo in seconda battuta anche sulla sofferenza sportiva. Occorre per ciò
dimenticare le vecchie pratiche allenanti e tornare a provare piacere nel
compiere il gesto atletico: in una parola divertirsi. Per avvalorare questa
teoria basta soffermarsi su un gruppo di bambini che, giocando indisturbati
senza stress e ansie nel parchetto sotto casa, riescono a correre per ore giocando
a rincorrersi, percorrendo grandi distanze per la loro giovane età. Ecco allora
che il piacere e il divertimento dovrebbero sempre accompagnare i nostri
allenamenti, come un nutrimento per uno dei “muscoli” più sottovalutati del
nostro organismo: la nostra mente. Così come reintegriamo i nostri muscoli
durante l’attività fisica con bevande contenenti zuccheri, sali e maltodestrine,
dovremmo fare la stessa cosa con la mente, dandogli il fabbisogno giornaliero
di divertimento per poter affrontare al meglio la sessione allenante. Se poi a
questo aggiungiamo che in una disciplina multi sportiva come il triathlon la
caratteristica principale per la preparazione alla gara risulta essere la
costanza di allenamento per un lungo periodo, diventa evidente come sia
impossibile fare a meno del piacere di allenarsi divertendosi. Per un corretto
approccio alla stagione di allenamento oltre a valutare tutti i parametri
fisici, tecnici, atletici e fisiologici, dovremmo valutare anche un altro parametro:
quello psicologico, inteso come difficoltà psicologica dell’allenamento. Valutare
il tempo di percorrenza nei 10000 metri è utile tanto quanto capire la
stanchezza mentale e psicologica che l’atleta accumula ad ogni ripetizione del
gesto, in modo da registrare un miglioramento prestazionale non solo quando il
tempo sui 10000 metri scende, ma anche quando l’atleta percorre la distanza con
pochissimo stress mentale. Intervenendo in modo mirato la dove il triatleta
subisca una grande pesantezza psicologica nel training, magari inserendo
sessioni meno faticose ma più piacevoli e divertenti per ridurre lo stress.
martedì 28 gennaio 2014
Come avere successo
Preparare una qualsiasi
competizione con il solo obiettivo del massimo successo, cioè la vittoria, è
molto rischioso per la motivazione dell’atleta; dato che non potrà mai
controllare tutte le variabili di una competizione, men che meno potrà farlo in
una competizione multiposrt come il triathlon. Infatti un assoluto orientamento
su di sé per valutare il successo, predispone la maggior parte delle persone ad
andare incontro ad una sconfitta. Ecco allora che diventa necessario arrivare a
considerare vincente anche quell’atleta che riesce a terminare una gara al
massimo delle proprie capacità e in cui riesca a raggiungere e superare i
propri obiettivi, anche senza riuscire a battere nessun avversario. Un modo più
completo di definire il successo, è quello di includere degli elementi del
processo d’allenamento e i gara che siano maggiormente controllabili. Molti atleti,
infatti, prendono in considerazione degli obiettivi legti al processo di allenamento,
per esempio come si sono sentiti, se sono riusciti a mettere in pratica la
tecnica, le strategie o se si sono divertiti. Questo approccio mentale aiuterà
l’atleta a liberarsi dalla pressione che deriva dalle aspettative
assolutistiche di vittoria. In questo modo l’atleta tenderà a gareggiare molto
più sollevato e al massimo delle sue capacità.
mercoledì 22 gennaio 2014
Motivazione sportiva
lunedì 20 gennaio 2014
Preparazione mentale 2
venerdì 17 gennaio 2014
Preparazione mentale
giovedì 16 gennaio 2014
Nuovo Blog!
Anno nuovo sito nuovo. Con il
2014 il blog Super Allenamento rinnova la sua grafica, scegliendo uno stile di
forte impatto in grado di incuriosire vecchi e nuovi utenti. Uno stile
semplice, innovativo e con immagini ben in evidenza per accompagnare gli
argomenti che di volta in volta troverete su questo blog. Vi aspetto quindi
sulle pagine del mio blog. Buona lettura.
lunedì 13 gennaio 2014
Triathlon Tirrenia 26 Aprile 2014
Con la Coppa
Toscana Triathlon 2014 alle porte, si aprono le iscrizioni agli
appuntamenti in calendario . Dopo avervi proposto la
prima gara in programma, a Barberino del Mugello, adesso è il momento dell’appuntamento
che si svolgerà a Tirrenia il 26 Aprile 2014, cittadina nella quale si è
disputata l’ultima
gara di triathlon del campionato 2013. Rispetto alla gara del 20 Ottobre
2013, gli organizzatori del gruppo Phisioman, hanno fatto un passo enorme in
avanti, proponendo fin da subito e con largo anticipo tutte le info sull’evento;
particolare quest’ultimo che è stato carente nell’ultima edizione. Infatti, se
nel 2013 trovare delle informazioni era un’impresa, con il nuovo anno si nota un’attenzione
all’evento molto alta e dettagliata che colloca la gara del 26 Aprile a
Tirrenia 2014 su un altro livello rispetto a quella dello scorso anno. Inoltre gli
organizzatori propongono un programma di tutto rispetto e degno di nota, con
ben 4 distanze differenti, denominate: Triathlon Fast, Medium, Long ed X-treme.
Di seguito i dati delle diverse distanze:
Triathlon Fast
1000 mt Swim – 45 km Bike – 10,5 km Run.
Triathlon Medium
2000 mt Swim – 90 km Bike – 21 km Run.
Triathlon Long
3000 mt Swim – 135 km Bike – 31,5 km Run.
Triathlon X-treme
4000 mt Swim – 180 km Bike – 42 km Run.
Programma denso ed impegnativo su cui gli
organizzatori puntano molto, visto e considerato l’altissimo numero di
pettorali messi a disposizione: 1000 pettorali per i singoli atleti, 40 per le
staffette e altri 40 per la gara squadre a cronometro. Numeri importanti e
nemmeno lontanamente paragonabili all’ultimo evento organizzato dalla
Phisioman. Se le attese verranno rispettate, la cittadina di Tirrenia sarà
letteralmente travolta da un festante manipolo di triathleti che coloreranno l’intero
lungo mare pisano, a partire già da giovedì
24 Aprile, data nella quale si aprirà l’expo come da programma
giovedì 9 gennaio 2014
Iscrizioni Duathlon Sprint Mugello Circuit 2014
Via libera alle iscrizioni della prima prova di coppa Toscana che si svolgerà a Barberino del Mugello il primo di Marzo ed organizzata dalla Trievolution Sport Eventi. Iniziamo subito con il sottolineare la buona organizzazione dell'evento da parte degli organizzatori e la massiccia dose di informazioni che è possibile reperire in rete. Sul sito http://www.trievolution.it/ è possibile colmare ogni dubbio sull'evento del primo Marzo: dalle info logistiche, a quelle tecniche. Insomma l'atleta che vorrà affrontare questa manifestazione viene accolto e accompagnato passo passo fin dai primi passi sulla rete, dove gli organizzatori hanno messo a disposizioni degli utenti moltissime informazioni. Per quanto riguarda la quota di iscrizione direi che la cifra è molto contenuta e 30 euro per i master che parteciperanno alla gara sprint, non sono certo di ostacolo per la partecipazione http://www.trievolution.it/gare-ed-eventi/duathlon-sprint-mugello-circuit/iscrizioni/. Dico questo dato che alcune società stanno invertendo la tendenza proponendo cifre di iscrizioni molto onerose, che inevitabilmente scoraggiano molti atleti. Molto buona anche l'ampia selezione di strutture convenzionate che permettono un tranquillo pernottamento a Barberino http://www.trievolution.it/gare-ed-eventi/duathlon-sprint-mugello-circuit/prenotazioni-alberghiere/. In questa prima fase la Trievolution Sport Eventi è partita con la 5° marcia inserita, offrendo fin da subito grande professionalità e competenza, doti non sempre scontate in questo tipo di manifestazioni.
mercoledì 8 gennaio 2014
Duathlon Sprint Mugello Circuit 2014
Pubblicato il calendario della Federazione Italiana Triathlon, si inizia fin da subito a fare sul serio con la prima gara del circuito Duathlon. Il primo appuntamento si svolgerà a Barberino del Mugello, nella spettacolare cornice dell'autodromo internazionale del Mugello.Come in una vera gara di formula 1 la partenza avverrà sotto il semaforo del rettilineo e gli atleti dovranno percorrere un giro completo di km 5,25 a corsa; giunti in zona cambio in prossimità del rettilineo finale e davanti alle tribune di arrivo, i duatleti saliranno in sella alle loro biciclette per percorrere quattro giri completi del circuito per un totale di km 21. Infine giunti nuovamente in zona cambio e lasciate le biciclette termineranno la gara percorrendo mezzo giro di pista a corsa per un totale di km 2,9 e giungendo al traguardo sempre in prossimità del rettilineo e vicino ai box. L'intero tracciato si estende per 5250 metri sui declivi delle colline toscane, con un dislivello prevede per ogni giro un dislivello di 41 metri.
PROGRAMMA
Venerdì 28 febbraio
15.00 - 18.00 Ritiro pacchi gara e consegna Chip
Sabato 1 marzo
8.00 - 11.00 Ritiro Pacchi gara e consegna Chip
8.30 - Apertura Zona Cambio gara Super Sprint
9.15 - Chiusura Zona Cambio gara Super Sprint
9.20 - Briefing tecnico
9.30 - PARTENZA GARA SUPER SPRINT
10.30 - Apertura Zona Cambio gara Sprint
11.30 - Chiusura Zona Cambio gara Sprint
11.35 - Briefing tecnico
11.45 - PARTENZA GARA SPRINT DONNE
13.30 - PARTENZA GARA SPRINT UOMINI
13.00 - Pasta Party
15.30 - Premiazioni
Venerdì 28 febbraio
15.00 - 18.00 Ritiro pacchi gara e consegna Chip
Sabato 1 marzo
8.00 - 11.00 Ritiro Pacchi gara e consegna Chip
8.30 - Apertura Zona Cambio gara Super Sprint
9.15 - Chiusura Zona Cambio gara Super Sprint
9.20 - Briefing tecnico
9.30 - PARTENZA GARA SUPER SPRINT
10.30 - Apertura Zona Cambio gara Sprint
11.30 - Chiusura Zona Cambio gara Sprint
11.35 - Briefing tecnico
11.45 - PARTENZA GARA SPRINT DONNE
13.30 - PARTENZA GARA SPRINT UOMINI
13.00 - Pasta Party
15.30 - Premiazioni
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