giovedì 12 novembre 2015

Doping: ammissioni Federatletica russa

MOSCA, 12 NOV - La Federazione di atletica leggera russa ammette alcune delle accuse contestate dalla commissione dell'Agenzia mondiale anti doping (Wada). "Noi siamo d'accordo con alcune accuse nei nostri confronti, su altre no e qualcosa non e' piu' attuale perche' e' gia' stato corretto da tempo", ha dichiarato il presidente ad interim Vadim Zelicenok. Basterà questa piccola ammissione a non sottrarre le medaglie macchiate dallo scandalo doping?

SmartHalo, trasforma la tua bici in una smart bike

Non è difficile trasformare la bicicletta in un mezzo intelligente, basta SmartHalo. Appena finanziato su Kickstarter, è un gadget multiuso che si fissa in modo permanente sul manubrio e offre numerose funzioni. Prima di tutto è un gps. Una volta connesso allo smartphone, SmartHalo ti guida sulla strada da seguire grazie a un alone luminoso generato dalla sua striscia led. Un semicerchio a destra o sinistra ti indica se devi curvare, una quarto di led se la svolta è lieve, un segnale rosso in basso invece indica un’inversione a U. La connessione satellitare ti aiuta anche a ritrovare la bici in caso ti dimentichi dove l’hai lasciata e non manca un pratico tracker. Mentre pedali SmartHalo registra distanza, altitudine, tempo, velocità media e calorie bruciate e volendo puoi anche impostare degli obiettivi per stimolarti a pedalare sempre di più. Da ultimo può funzionare da allarme. In caso qualcuno tocchi la tua bici inizia a suonare e ti avverte sullo smartphone mentre la luce di posizione frontale a LED ti permette di pedalare al buio. Insomma, un bella dose di elettroni per la tua due ruote a un prezzo di 119 dollari.

Correre al mattino

Il mattino ha l’oro in bocca. Correre di mattina presto è bellissimo: accelera il metabolismo, fa bruciare meglio le calorie e migliora l’umore. Spesso però non è così facile saltare giù dal letto dopo aver dormito 6/7 ore. La cosa più difficile infatti è  risvegliare il corpo dal torpore del sonno. Un metodo naturale e semplicissimo è quello di dormire con le finestre aperte, in modo da far entrare la luce anticipando il risveglio. Non è solo perché la luce disturba il sonno: la luce riattiva il cervello ed è percepita anche a palpebre chiuse. Durante la notte il nostro organismo consuma poco, quindi non è sbagliato correre con lo stomaco vuoto. Persino i maratoneti corrono abitualmente a digiuno per il semplice fatto che durante la notte si perdono solo poche centinaia di calorie, corrispondenti a circa 7-8  km di “autonomia”; poiché un soggetto mediamente allenato ha scorte  per almeno 25 km, è chiaro che avere il serbatoio un po’ vuoto non può fare la differenza. Uno studio recentemente pubblicato su The British Journal of Sports Medicine consigliava di non correre al mattino per l’elevato valore di cortisolo e catecolamine, gli ormoni dello stress, già naturalmente alti alla mattina presto. In realtà, la corsa lenta non alza questi livelli che sono tipici dello stress. Infine, durante le uscite mattutine è bene evitare lavori di potenze, come ripetute, scatti o allunghi, meglio fare del fondo lungo.

Lance Armstrong potrebbe tornare nel triathlon?

Lance Armstrong, il demonio, il male assoluto, l’innominabile,  l’atleta che ha messo in piedi il più grande imbroglio della storia dello sport potrebbe ripresentarsi al via  in una gara di triathlon nonostante la squalifica a vita. La stampa americana spiega infatti che il divieto di gareggiare dopo la condanna è stato imposto al texano in base ad un regolamento che prevede però anche che  “un atleta soggetto ad un periodo di squalifica superiore a quattro  anni può, dopo aver completato quattro anni di squalifica,  partecipare ad eventi sportivi locali  in uno sport diverso da quello  in cui aveva commesso la violazione del regolamento antidoping e solo a condizione che non siano di  un livello che potrebbe  qualificarlo direttamente o indirettamente per un campionato nazionale o un evento internazionale”.  La conferma arriva da Annie Skinner,  portavoce dell’Usada, l’agenzia antidoping americana: “Sì, il divieto di gareggiare per il signor Armstrong riguarda il suo sport primario cioè il ciclismo e non il triathlon. Non potrà partecipare ad ogni gara ma solo a manifestazioni locali. Armstrong non  potrà partecipare ad eventi che hanno il potenziale per qualificarlo o che danno punteggio per  un campionato nazionale.  E ovviamente non potrà partecipare a  campionati dal mondo o eventi internazionale  autorizzati da una federazione internazionale quali le coppe del mondo. Se il signor Armstrong avrà intenzione di partecipare ad un evento sportivo locale, in quel momento,  Usada si consulterà con l’organizzatore  per garantire che non ci sia una violazione delle regole Wada”. Giusto o sbagliato che sia Armostrang fa ancora parlare di se. La sua squalifica per doping è una pena esemplare per chiunque tenti di fare il furbetto in una competizione sportiva. Lance ha vinto e si è arricchito grazie ad un imbroglio: il doping, un male che lo sport sta combattendo da anni e con molta fatica. La caduta di un eroe fa malissimo, la distruzione di un mito è tristissima, ma che esempio daremo ai nostri figli se un truffatore, come Lance, tornasse di nuovo a gareggiare?

mercoledì 11 novembre 2015

AEROTECH EVOLUTION. Anche a noleggio

Avete in calendario una gara di triathlon all'estero? Allora fate la cosa giusta, acquistate la valigia porta bici per eccellenza: AeroTech Evolution. AeroTech Evolution è considerata da tutti la miglior valigia rigida per bici ed è in dotazione a numerosi Team Pro Tour tra i quali Cannondale, Trek, Tinkoff/Saxo, Garmin/Sharp, Orica, Lampre/Merida e molti altri ancora. AeroTech è stata progettata per ottimizzare carico, sicurezza, comfort di viaggio. Può virtualmente contenere qualsiasi telaio da corsa (fino a 62 cm) inclusi quelli con il canotto integrato. AeroTech™ Evolution TSA è il frutto di anni di esperienze nel settore dei contenitori rigidi per bici e unisce in un unico prodotto massima sicurezza e comfort. Leggera e robusta al tempo stesso, questa valigia consente di stivare la bici smontando solamente le 2 ruote, la sella ed allentare il manubrio (ad eccezione di manubri con appendici). Ruotando la bici di 180° è possibile inserire un telaio con canotto integrato. La sicurezza è stata migliorata grazie alle nuove chiusure TSA con chiave e alle protezioni che assicurano alla vostra bici di arrivare a destinazione sana e salva. Aerotech di Scicon è la custodia da viaggio a cui si sono ispirati tutti gli altri produttori. Scicon Aerotech Evolution ha perfezionato il suo design originale portandolo ad un livello di perfezione mai visto prima. L'interno della Aerotech è stato progettato con una protezione extra, che include sia copricerchi, in schiuma ad alta densità, sia una protezione per il telaio. Il Aerotech misura 114cm per 36cm di profondità, è facilmente trasportabile nella maggior parte delle auto e pesa solo 12kg, è  realizzata da una qualità più tenace di plastica ABS rispetto al modello originale, ed è dotata di serrature a doppia combinazione. La trovate in vendita su Amazon a partire da 599 dollari. Seil prezzo vi sembra eccessivo potete anche noleggiarla a questo link.

Doping di stato in Russia. Il Cio: "Pronti a ritirare medaglie"

Lo scandalo attuale del doping è un “risarcimento” per il mancato fallimento di Sochi, a sua volta solo l’antipasto di quel che sarebbe successo poco dopo in Ucraina. L'Olimpiade invernale di Sochi era tutto un pasticcio: dai costi stellari, ai ritardi sulla realizzazione degli impianti, al rischio terrorismo ceceno. L'Olimpiade, a Sochi, non doveva arrivare... e invece sappiamo tutti com'è andata. Non è una novità che la fine del comunismo e la disgregazione dell’Urss non abbiano portato allo smantellamento – se non momentaneo – del glorioso sistema sportivo sovietico. Valentin Balakhnichev – allenatore della squadra sovietica (1978-1984), presidente della Federazione atletica russa (1991-2015), ex membro della Iaaf e protagonista del sistema-doping denunciato dall’inchiesta della Wada – incarna alla perfezione le continuità tra lo sport sovietico e la strategia sportiva di Putin, in cui dal “doping di Stato” si è passati al “doping tollerato e coperto dallo Stato”. Del resto l’uscita di scena di Lamine Diack, il “Blatter dell’atletica mondiale”, in carica dal 1999, ha provocato un vero terremoto; tanto che il senegalese è ora indagato per corruzione. Le tangenti prese per coprire il doping di Mosca sono però solo la punta dell’iceberg. Come ha ricordato Dick Pound, l’ex presidente della Wada a capo della commissione che ha stilato il rapporto, il lassismo della Iaaf sul doping non riguardava solo la Russia: da tempo, per esempio, le federazioni di Giamaica e Kenya sono nel mirino. Anche per questo, l’esclusione dei russi dalle gare di atletica di Rio 2016 sembra solo una minaccia. Molto comunque dipenderà dal progetto politico del neopresidente della Iaaf, Sebastian Coe, la cui elezione ha contribuito, almeno indirettamente, a sollevare questo vaso di Pandora.Le antiche alleanze che garantivano l’immutabilità del sistema dell’atletica mondiale sono saltate e, data la centralità della disciplina nelle Olimpiadi, i futuri sviluppi potrebbero avere più di una deriva extra-sportiva. Il documento dettagliato della Wada, 323 pagine, denuncia l'uso diffuso di sostanze proibite nello sport russo e la copertura del governo e perfino dell'Fsb, i servizi segreti di Mosca: di fatto un sistema di doping di stato. Il report chiede la sospensione dalle competizioni internazionali di tutti gli atleti russi, che rischiano quindi di non poter partecipare ai Giochi in Brasile. All'interno del documento che ha scoperchiato il doping di Stato in Russia, oltre alla richiesta di sospendere la federazione russa di atletica leggera dalla competizioni per due anni, ci sono nomi di dirigenti ed atleti da squalificare a vita. Oltre ad atlete del calibro di Savinova e Poistogova, oro e bronzo negli 800 a Londra 2012, c'è un nome famosissimo in patria, dove è chiamato "il padre di tutte le vittorie dei nostri marciatori". E' Viktor Chegin, 53enne, colui che ha costruito tutti i successi della marcia russa operando nell'inavvicinabile centro specializzato e segreto di Saransk: è l'allenatore più vittorioso al mondo ma anche molto chiacchierato per i suoi metodi di lavoro che viaggerebbero in parallelo col doping. Il Cio in tal senso si muove: "Vista la politica di tolleranza zero nei confronti del doping, saranno pprese tutte le misure e le sanzioni necessarie per quanto riguarda l'eventuale ritiro e riassegnazione delle medaglie, nonché l'esclusione dai futuri Giochi". Sulle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, in Russia: "I risultati dei test antidoping di Sochi sono credibili ma saranno ritestati". Il primo provvedimento da parte della Wada nel frattempo è già arrivato: è stato infatti sospeso l'accreditamento per il laboratorio antidoping di Mosca. La sospensione, un'altra delle richieste contenute nel rapporto della commissione, ha effetto immediato. Tutti i campioni del laboratorio dovranno essere trasportati presso un laboratorio alternativo e accreditato dall'agenzia antidoping "in modo sicuro, verificando con certezza che non venga alterata la catena di custodia".

Intervista a Matteo Venzi

Abbiamo imparato a conoscere Matteo Venzi pubblicando un articolo sull'impresandi questa giovano Triathleta all'Ironman 70.3 Pula in Croazia, dove ha conquistato la decima posizione su 1.800 partecipanti, garantendosi l'accesso per i Mondiali del prossimo anno in Australi. Oggi lo intervistiamo per conoscere meglio questa nuova promessa del Triathlon italiano e i sacrifici che si nascondono dietro il suo successo.

·   In che anno hai iniziato a praticare la pratica multisport del triathlon e cosa ti ha spinto a farlo?
 sinceramente non ricordo bene quando ho deciso di cominciare, giocavo a calcio e mi era passata un po' la voglia, vidi un video di una gara ironman e mi sono innamorato. Ho cominciato comprando una bici nel 2011 e piano piano ho cominciato a nuotare, la prima vera stagione di gare è stata 2014.

·   Quali sono le difficoltà nel gestire le sedute di allenamento senza trascurare il lato affettivo e lavorativo della tua vita?
io provo a fare triathlon ad alto livello, soprattutto ora che mi ha tesserato il CUS Trento: mi sono trasferito a Trento e quindi tutto il resto è stato messo in secondo piano; non è facile conciliare tutto, per fortuna ho un lavoro che mi permette orari elastici e una certa libertà di gestione.

·   Quale momento ricordi con maggiore gioia? E quale con tristezza/rammarico?
il momento più bello è stato l'arrivo del Ironman 70.3 di Pula in Croazia a settembre, 10° assoluto e una grande soddisfazione a fronte di enormi sacrifici; il momento peggiore il mondiale 70.3 a Zell-am-See a agosto, era la mia gara chiave della stagione e ci sono arrivato dopo una settimana di febbre a letto, sono state 4h30' di sofferenza fisica ma soprattutto mentale.

·   Quali sono le tue ambizioni?
ambisco a fare un ulteriore salto di qualità per competere con i professionisti e vedere fino a dove posso arrivare, la sfida più che altro è con me stesso.

·   Da Atleta, cosa chiederesti alla Federazione Italiana Triathlon?
Alla federazione consiglio maggior attenzioni agli AG, ho partecipato all'europeo di Ginevra e gli AG non vengono considerati minimamente quando invece sono il cuore del movimento. 

·   Che consigli daresti a chi si approccia per la prima volta a questa disciplina?
Consiglio di provare perché le emozioni che può darti una gara d triathlon poche altre cose te le possono regalare; chi però pecca di forza di volontà lasci stare, senza perseveranza nel triathlon non si va da nessuna parte.

·   Te la senti di dare un giudizio sullo stato di salute del movimento di Triathlon nella tua Regione?
Il triathlon in Toscana mi sembra abbastanza florido, ci sono nuove società da poco nate e il movimento si sta allargando, mancano però grandi squadre con alle spalle sponsor che possano permettere agli atleti di competere ad alto livello (io non a caso mi sono dovuto trasferire in Trentino).

·   Infine quanti giorni alla settimana ti alleni e quanti km svolgi nelle varie discipline in un annno?
 Mi alleno ovviamente tutti i giorni con 2 sedute di media (a volte 3 con quelle in palestra mirate per potenziamento o recupero muscolare): questa stagione i carichi aumenteranno notevolmente, in periodi di pieno carico farò volumi settimanali nell'ordine di 25-30km di nuoto, 350-400km in bici e 60km a corsa.


martedì 10 novembre 2015

Doping di stato, scandalo in Russia

Dopo aver dichiarato guerra all'Ucraina occupandone abusivamente alcuni suoi territori, dopo che dei mercenari russi hanno abbattuto un volo di linea, dopo aver corteggiato Atene per destabilizzare l'asse occidentale e dopo aver effettuato bombardamenti anti Assad in Siria, spunta una nuova "grana" per la Russia, questa volta si tratta di doping di stato! Che popolo di mattacchioni questi russi! Ha meno di unasettimana la Russia per chiarire, dopo l'ultima bufera che si e' abbattuta sul mondo sportivo e che rischia di escludere parte degli atleti di Putin dai giochi olimpici di Rio de Janeiro. Cosi' l'International Association of Athletics Federations (IAAF) ha accolto le raccomandazioni della Commissione indipendente dell'Agenzia mondiale antidoping (WADA) e ha richiesto una risposta della Federazione di atletica leggera russa (VFLA) in connessione con le accuse di massiccia violazione delle regole antidoping. Se la prima reazione russa, dopo l'inchiesta della tv tedesca Ard sul mondo del doping - che ha originato il tutto - era stata piccata e stizzosa, ora Mosca sembra piu' disposta al dialogo. Ma l'accusa getta un'ombra molto imbarazzante sulla competitivita' di un Paese che sullo sport, negli ultimi cinque anni ha puntato moltissimo, ospitando i Giochi olimpici invernali di Sochi nel 2014 e che si prepara ad accogliere i Mondiali di Calcio nel 2018. Nel rapporto la commissione chiama in causa anche il governo russo, accusandolo di complicità in tutti i casi di doping diffuso, arrivando ad affermare il coinvolgimento dei servizi segreti di Mosca (FSB), accusati di aver controllato il laboratorio antidoping moscovita anche durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014. La prima ovvia conseguenza, in caso di accoglimento, sarebbe l'esclusione degli atleti russi da Rio 2016. Una bufera ulteriore sull'atletica leggera, visto che l'Interpol sta guidando una operazione internazionale sulla corruzione che coinvolge dirigenti e atleti. Una indagine partita dalla Francia che accusa l'ex presidente della Iaaf, Lamine Diack, di aver incassato somme di denaro dalla federazione russa in cambio del silenzio su più casi di positività al doping. Tra le altre raccomandazioni nel report c'è la richiesta di squalificare a vita cinque atleti, quattro tecnici e un dirigente. Tra loro ci sono l'oro e il bronzo degli 800 femminili al Giochi di Londra: Marya Savinova e Ekaterina Poistogova. Ricordiamo che giovedì scorso la federazione russa aveva inflitto cinque squalifiche per uso di doping. Maria Konovalova, due volte terza alla maratona di Chicago, è stata sospesa fino all'ottobre 2017 e si è vista cancellare tutti i risultati ottenuti dall'agosto 2009 in poi. Rimarrà ferma fino all'ottobre 2019, invece, la 29enne Mariya Bespalova. Quattro anni di sospensione anche ai velocisti Vlas Bredikhin e Yaroslav Kholopov mentre viene squalificato per sei mesi il marciatore Yevgeny Nushtayev. A gennaio l'agenzia russa antidoping aveva squalificato Tatyana Chernova, iridata nel 2011 dell'eptathlon champion, e la campionessa olimpica dei 3000 siepi a Londra, Yuliya Zaripova. Sempre a inizio anno furono sospesi cinque marciatori, fra cui tre campioni olimpici, tanto che ai recenti mondiali di Pechino la squadra russa, storicamente dominatrice della marcia, si è presentata con un solo atleta. Tutto questo non è sufficiente per emarginare sportivamente la Russia?

Correre in salita






























Che la corsa in salita sia uno dei mezzi allenanti più diffusi fra i podisti di qualsiasi livello, è ormai un fatto noto e consolidato. Infatti in salita si possono riprodurre quasi tutti i lavori che normalmente si svolgono sul piano; sprint di 6/10 secondi, prove medie di 150/200 metri,  prove estensive di 1000/1500 metri, ma per i più forti ed allenati ci sono anche le classiche cronoscalate di oltre 10 km. Non esiste una salita ideale, qualsiasi tratto in pendenza può andare bene: dal cavalcavia alle zone collinari o montuose. Sul piano pratico in salita diminuisce la fase di volo ed aumenta il tempo di contatto del piede a terra e di conseguenza  il tempo di lavoro muscolare per ogni allungamento-accorciamento del muscolo. Così facendo però si smorza parecchio la risposta elastica nella fase di contatto del piede con il suolo, ma in compenso si esalta la fase di spinta degli estensori delle gambe. La quantità di forza necessaria per correre in salita è naturalmente molto maggiore rispetto ad una corsa sul piano in quanto per avanzare occorre applicare una delle leggi fondamentali della fisica, quella relativa al lavoro, che sottolinea che per compiere uno spostamento si deve applicare una forza. Le salite molto corte fra 40 e 60 metri devono essere fatte ad alta intensità, con recuperi brevi di 1-2 minuti, magari suddividendo l’allenamento in due o tre serie di prove, vedi 3 x 4 x 50 metri con pause di 5 minuti fra le serie. Pause maggiori da 2 a 3 minuti sono necessarie quando si fanno ripetizioni da 150 a 300 metri. In conclusione correre in salita aumenta l’efficienza, la resistenza e la forza. Abitua a utilizzare più fibre muscolari di quando si corre sul piano. E allenarsi su salite lunghe fa sì che il corpo impegni muscoli affaticati, cosa che ti aiuta a migliorare il finale di gara. 

lunedì 9 novembre 2015

Corsa e Potassio

Con una corretta idratazione l’atleta ripristina un quantitativo d’acqua idoneo ai processi biologici. Ma l’acqua senza la giusta presenza di oligoelementi non è sufficiente ad assolvere al compito richiesto. In perticolare esisteno due elettroliti, il potassio e il magnesio che sono essenziali soprattutto per chi corre. Il potassio è un elettrolita molto importante le cui funzioni consistono nel mantenimento dell’equilibrio e della distribuzione dell’acqua, equilibrio acido-base, funzionalità delle cellule muscolari e nervose, funzione cardiaca, renale e surrenalica. La carenza di potassio è caratterizzata da debolezza muscolare, affaticamento, confusione mentale, irritabilità, astenia, disturbi cardiaci, ipertensione, alterazione della conduzione nervosa e della contrazione muscolare. L'esercizio fisico prevalentemente anaerobico si accompagna ad una fuoriuscita di potassio dal tessuto muscolare. Le ricerche hanno dimostrato che un corridore adulto al termine di una maratona si ritrova con più potassio all’esterno delle proprie cellule che all’interno. Questo spiega perché dopo una prova significativamente lunga puoi sentirti debole, gonfi o ed essere vittima di crampi alle gambe o in altre parti del corpo. Visto il ruolo chiave del potassio nell’idratazione, i runners dovrebbero prestare attenzione ad assumerne sempre in quantità adeguate.  Ecco un’ottima macedonia, ricca di Potassio: 1 banana piccola (80 g), 1 kiwi (80 g), 1 fetta di melone (50 g), 1/2 mela (50 g), 2 fettine di ananas (50 g), succo di limone o arancia, a discrezione. Zucchero a discrezione. 


venerdì 6 novembre 2015

Correre con il freddo

La corsa è uno sport che può essere praticato anche in condizioni climatiche difficili o estreme. Questo è uno dei motivi che rendono la corsa uno sport affascinate ed attraente.  Anche se le giornate sono più corte ed il clima è decisamente ostile per un runner, durante la stagione invernale dobbiamo cercare di mettere in campo le giuste strategie per non diminuire (o peggio, sospendere) le nostre sessioni di corsa. Correre con temperature più basse crea dei disagi al nostro organismo soprattutto nella fase iniziale dell'allenamento. E' ovvio che c'è chi è più sensibile al freddo e chi invece riesce a sopportarlo con tranquillità , anzi a volte cerca insistentemente le giornate fredde per allenarsi. Un leggero strato di grasso sottocutaneo consente di sopportare meglio le basse temperature. I corridori in genere tendono, giustamente, ad essere più magri possibile. Troppo grasso creerebbe altri problemi, in relazione alla corsa, un piccolissimo strato di grasso proteggerà gli organi interni. Con il passare degli anni la tolleranza al freddo diminuisce, quindi meglio tenere presente questo non trascurabile particolare. E' da fare una distinzione tra correre con una temperatura che oscilla dai 7 ai 12° e correre con temperatura dai 5° in giù anche sotto 0°. Per quanto concerne il primo caso dopo una buona fase di riscaldamento tutto entra nella normalità e si corre tranquillamente senza nessun disagio in particolare, mentre nel secondo caso, quando le temperature sono al di sotto di 5° e intorno allo 0 i disagi sono maggiori e anche un buon riscaldamento non risolve il problema.  La bassa temperatura esterna fa arrivare meno sangue verso la superficie cutanea per trattenerlo all'interno dell'organismo. Possono essere avvertiti i brividi: contrazioni muscolari sincrone ed involontarie, che hanno lo scopo di aumentare il calore corporeo.  In un ambiente freddo, inoltre, può comparire il fenomeno della "pelle d'oca" o "orripilazione" che consiste nell'erezione della cute e dei peli, per limitare la superficie di scambio calorico tra corpo ed esterno. Quando si corre in condizioni di freddo anche non estremo, talvolta, si ha l'impressione che "i polmoni si congelino": l'aria viene infatti "condizionata" durante il suo tragitto verso i polmoni, nelle vie aeree superiori. L'aria fredda che entra nell'organismo attraverso la respirazione, è riscaldata fino a raggiungere valori solo del 2-3% inferiori rispetto a alla temperatura corporea. Tale riscaldamento avviene appena l'aria inspirata ha raggiunto la profondità di 9 cm dentro la cavità nasale, non solo, ma l'aria riceve dalle vie respiratorie anche vapore acqueo. Quando si espira, parte del calore e dell'umidità è rilasciata alla mucosa che ricopre le vie respiratorie.  Questo è il motivo per cui durante allenamenti o gare prolungate eseguite in ambiente freddo si può andare incontro ad irritazione della gola. Ecco alcuni consigli per le nostre sedute di allenamento invernali:

  • Il freddo è consigliabile non affrontarlo subito correndo, è molto utile riscaldarsi prima in ambiente temperato. È  preferibile eseguire esercizi di mobilizzazione generale, un po' di corsetta sul posto ed anche qualche esercizio di stretching prima di affrontare la corsa in ambiente freddo. Alla fine della corsa è saggio andare subito al caldo.
  • Pensando a quanti si allenano di notte e poi si fermano a fare stretching prima di salire in macchina, a costoro va detto di non restare a prendere del freddo inutilmente, ma di andare, prima possibile, in un luogo asciutto, cambiarsi e dopo fare stretching.  
  • Quando è freddo è sconsigliabile eseguire allenamenti con accelerazioni e rallentamenti . Il Fartlek o le prove ripetute, per intenderci, sono da evitare proprio perché durante la corsa ad andatura più lenta il sudore può ristagnare a contatto con il corpo, creando condizioni ideali affinché avvengano malattie da raffreddamento. È preferibile rinviare l'esecuzione di questo tipo di allenamenti a quando la temperatura sarà meno rigida. 
  • Durante i mesi " freddi ", per allenarsi, è preferibile scegliere le ore più calde della giornata , quelle a cavallo dell'ora di pranzo. Se il tempo è veramente inclemente, è meglio lasciar perdere, non allenatevi! Un giorno o due di mancato allenamento non influenzeranno negativamente l'esito delle prestazioni future. 
  • Un fattore importante da tenere in considerazione è quello di scegliere un capo che rimanga piuttosto aderente al nostro corpo, in modo da diminuire la quantita di aria tra la pelle ed il tessuto. Da evitare assolutamente il cotone, che assorbe il sudore e si raffredda rapidamente, dandoci la spiacevole sensazione di correre con uno straccio bagnato (e freddo) addosso.



sabato 3 ottobre 2015

Matteo Venzi, quando il triathlon ti cambia la vita

Una decima posizione che lo ripaga di tutti i sacrifici fatti. Matteo Venzi, 29enne pistoiese, negli ultimi due anni ha stravolto la propria vita per dedicarsi al triathlon, una disciplina che mette a dura prova il fisico. Domenica Matteo ha conquistato il decimo posto (su 1.800 partecipanti) all'Ironman 70.3 Pula in Croazia, un traguardo che gli permette di staccare il pass per i Mondiali del prossimo anno in Australia. Adesso il triatleta pistoiese è atteso dagli Italiani Assoluti di Riccione, poi comincerà a gareggiare per il Cus Trento. «A Pistoia e in altre realtà toscane – spiega – mancano risorse, impianti e soprattutto cultura. Già altri sportivi si sono spostati da qui per andare dove era possibile fare sport: io ho fatto la stessa cosa, il Cus Trento ha investito su di me e io punto a ripagarlo». Matteo ha cominciato nel 2013 a fare triathlon, l'anno dopo ha disputato le prime gare su distanza sprint (750m+20km+5km) e olimpico (1500m+40km+10km) e a quel punto ha iniziato a cambiare le proprie abitudini per concentrarsi al meglio su questo sport molto impegnativo e dispendioso. «Mi sveglio alle 6 di mattina – racconta – poi nuoto due ore prima di andare a lavoro. Il secondo allenamento arriva o in pausa pranzo o nel tardo pomeriggio, anche se a volte mi alleno tre volte al giorno per una media di tre ore. Il triathlon richiede di curare molto l’alimentazione, rispettare le ore di sonno e i recuperi delle sedute di allenamento: ti condiziona tutta la giornata. Ho un allenatore che coordina la mia preparazione e poi due tecnici specifici che mi seguono da vicino per il nuoto e per la corsa».