sabato 4 gennaio 2014

Coppa Toscana 2014 Triathlon

1-marzo Duathlon Mugello FI (C.T.) 
25-aprile Duathlon mtb Cortona AR (C.T.) 
26-aprile TRIATHLON Fast Tirrenia PI (C.T.) 
26-aprile TRIATHLON Medium Tirrenia PI (C.T.) 
26-aprile TRIATHLON Long Tirrenia PI (C.T.) 
26-aprile TRIATHLON Xtreme Tirrenia PI (C.T.) 
11-maggio Triathlon Lunga Distanza Isola d'Elba LI (C.T.) 
18-maggio Triathlon Sprint Livorno LI (C.T.) 
fine maggio Triathlon Sprint mtb Baratti LI (C.T.) 
01-giugno Triathlon Sprint Promo Lucca LU (C.T.) 
giugno Triathlon Sprint mtb Cecina LI (C.T.) 
04-giugno Triathlon Sprint Isola d'Elba LI (C.T.) 
05-giugno Triathlon Sprint Isola d'Elba LI (C.T.) 
06-giugno Aquathlon Lungo Isola d'Elba LI (C.T.) 
07-giugno Triathlon Sprint Isola d'Elba LI (C.T.) 
08-giugno Triathlon Sprint Isola d'Elba LI (C.T.) 
08-giugno Biathle Tirrenia LI (C.T.) 
08-giugno Triathlon Olimpico Marina di Massa MS (C.T.) 
22-giugno TRIATHLON MEDIO Bilancino FI (C.I.) 
13-settembre Triathlon Olimpico mtb Isola d'Elba LI
14-settembre Triathlon Medio Castiglione della Pescaia GR (C.T.) 
21 sett o 19 ott Triathlon Sprint Tirrenia PI (C.R.) 
21 sett o 19 ott Triathlon Sprint Tirrenia PI (C.R.) 
21 sett o 19 ott Triathlon Sprint Crono Tirrenia PI (C.R.) 
21-set --- --- ---
27-settembre Triathlon kids Isola d'Elba LI
28-settembre Triathlon Super Lungo Isola d'Elba LI
28-settembre Triathlon Medio Isola d'Elba LI


E' uscito il calendario della Coppa Toscana di Triathlon 2014 con ben 16 appuntamenti in calendario e una data ancora da programmare. Da Cortona a Lucca e da Barberino del Mugello a Castiglione della Pescaia per poi passare dall'Isola d'Elba. Due sole critiche. La prima: troppe gare all'Isola d'Elba, meta non certo facilmente raggiungibile e dai costi elevati (sarebbe stato meglio se la federazione avesse spalmato meglio le gare sul territorio Toscano). La seconda: alcune gare sono coincidenti o comunque separate solo da un giorno, cosa questa che rende impossibile partecipare a tutte le gare (in questi caso gli atleti dovranno scegliere a quale gara partecipare e di certo non è una buona cosa ne per gli organizzatori ne per gli atleti). Infine dal calendario si nota come non siano sfruttati i mesi di luglio e agosto per programmare nuova gare, vuoto questo che poteva essere meglio sfruttato per valorizzare alcune società e nuovi territori. A conti fatti questo è il programma della Coppa Toscana 2014, quindi buon allenamento a tutti e ci vediamo a Barberin!

lunedì 28 ottobre 2013

La posizione in acqua

Nel nuoto infatti, come in molti altri sport, l'evoluzione delle capacità  motorie coordinative rappresenta la base da cui partire per una buona evoluzione tecnica dell'atleta. Quanto più ricco e preciso sarà  il bagaglio di percezione  sensoriale del movimento sviluppato e tanto più fine sarà  il controllo e la regolazione del movimento che ne consegue. Lo sviluppo delle capacità  coordinative è quindi strettamente associato con la concomitante evoluzione delle capacità  senso-percettive. L'evoluzione della coordinazione può avvenire solo attraverso una esecuzione cosciente e corretta del movimento.

E’ importante ricercare una posizione che riduca gli attriti in acqua. In altre parole dobbiamo ricercare una grande idrodinamicità durante tutte le fasi della nuotata, virate comprese. La riduzione dell’attrito pesa ai fini dell’avanzamento per circa il 70%, mentre le capacità propulsive di tecnica e sensibilità sono prossime al restante 30%. Se cercate quindi di migliorare e nuotare più veloci, il pensiero principale sarà quello di migliorare l’assetto in acqua, poi quello di un miglioramento tecnico, e solo da ultimo, il miglioramento della prestazione fisica. Concentratevi su:
1) minimizzare ogni resistenza/attrito passivo tramite un corretto allineamento,
2) massimizzare l’efficienza dei movimenti propulsivi.

Così facendo migliorerete la vostra penetrazione idrodinamica, concentrandovi sui cambiamenti della posizione/assetto del corpo. Eliminare l’attrito si ottiene principalmente in 3 modi:
1) Col bilanciamento del corpo. Piedi e gambe tendono sempre ad affondare a causa della loro stessa peculiare costituzione fisica. Per ogni centimetro di affondamento c’è un incremento proporzionale di attrito e costo energetico per l’avanzamento. Quindi un corpo in asse, bilanciato ed allineato, con le gambe ed i piedi a filo dell’acqua è la migliore posizione per rendersi idrodinamici
2) Dobbiamo allungarci. All’aumentare della lunghezza sulla linea d’acqua, si riduce la resistenza all’avanzamento; allungandovi dovrete ricercare di percepire tutti i segmenti corporei allineati in un unico asse, disperatamente alla ricerca di toccare l’altro lato della piscina. Tutto ciò va eseguito rilassati, senza perdere in fluidità ed efficienza, senza strappare. Possiamo individuare 3 tipi di resistenza all’avanzamento:

- attrito frontale del corpo
- attrito di scia
- attrito generato dalla superficie del corpo

Più affonderete nell’acqua, più i tre tipi di attrito vi rallenteranno.



3) Grazie al giusto rollio, l’acqua incontrerà meno resistenza rispetto al normale scivolamento lungo la pancia, e questo riduce gli attriti. Concentratevi sempre sull’allungamento ed allineamento del corpo, e fatevi osservare o riprendere soprattutto sui fianchi; se questi sbandano durante la nuotata, c’è quasi sicuramente un problema con la testa o con la presa.

lunedì 21 ottobre 2013

Phisioman - Triathlon Full Tirrenia

Con la gara di Triathlon Sprint e Super Sprint svoltasi a Tirrenia, il 20 Ottobre, ed organizzata dalla società PhisioSportLab ASD di San Giuliano Terme, si conclude il circuito Triathlon Coppa Toscana. Gara alla quale ha partecipato anche il sottoscritto non senza fatica. Facilmente raggiungibile da ogni parte della Toscana e dalle regioni vicine: grazie alla vicinissima A13 Genova - Livorno, alla super strada Firenze – Pisa – Livorno, all’aereoporto di Pisa ed al porto di Livorno, Tirrenia risulta essere molto appetibile per un gran numero di atleti provenienti da ogni parte d’Italia. La competizione ha avuto luogo lungo il litorale di Tirrenia senza mai allontanarsi troppo dalla zona di cambio; peculiarità quest’ultima che ha permesso hai numerosi spettatori di godersi tutte le fasi della manifestazione sportiva senza doversi spostare dalla zona di partenza ed arrivo. L’ampia disponibilità di parcheggi gratuiti antistanti la zona cambio, ha facilitato enormemente gli atleti durante la fase preparatoria, permettendo loro di portare senza problemi e in pochissimo tempo il proprio equipaggiamento. La consegna dei pettorali e del braccialetto, avvenuta la mattina stessa della gara, dato l’alto numero di partecipanti, è risultata essere lenta e macchinosa anche se la preiscrizione era avvenuta per moltissimi atleti on-line. Su questo aspetto gli organizzatori potevano porre più attenzione allestendo fin dal giorno prima la consegna dei pettorali, evitando lunghe attese che per clemenza climatica non si sono svolte sotto la pioggia. Altra nota dolente dell’organizazione è stata la scarsa informazione on-line sulla gara:dalle caratteristiche dei percorsi (planimetria) alle modalità della zona cambio per finire alla mancata informazione con le strutture convenzionate. Insomma sono mancate un po’ d’informazioni che molti atleti, soprattutto quelli più pignoli avrebbero gradito. Da apprezzare la bassa quota d’iscrizione che con le sue 25 euro risulta essere una delle competizioni di triathlon più economiche in assoluto, cosa che di questi tempi non guasta di certo; quota con la quale gli organizzatori sono riusciti a garantire agli atleti tutti i confort e l’assistenza tecnica di cui avevano bisogno.
Andiamo adesso agli aspetti tecnici della prova. Agli organizzatori va sicuramente riconosciuto il merito di aver contenuto gli spostamenti degli atleti, soprattutto nella frazione in bici, in pochissimi kilometri dalla partenza. Questa caratteristica della gara di Tirrenia ha aiutato gli organizzatori nel gestire la gara, limitando in modo considerevole il numero di addetti alla sicurezza dell’evento. L’aver creato un multi-lap nella frazione in bici (5 giri di 4 km) ha garantito agli atleti una frazione in bicicletta praticamente senza traffico, dato che il tratto di strada interessato è stato letteralmente chiuso al traffico, e in totale sicurezza. Ha fatto particolarmente piacere la notevole presenza di forze dell’ordine che hanno coadiuvato il lavoro degli organizzatori durante lo svolgimento della manifestazione. Piccolissima pecca della frazione in bici le due curve a gomito poste all'inizio e alla fine del circuito.  La frazione a nuoto non poteva che svolgersi in mare aperto: si trattava di un percorso (un rettangolo) da ripetere due volte, con un passaggio molto bello sulla spiaggia, per una distanza di 700m. Terminato il secondo giro si giungeva alla zona cambio tramite un percorso di un centinaio di metri su asfalto. Il mare perfettamente calmo ha reso la prima frazione del triathlon sprint di Tirrenia molto bella. Le uniche due pecche sono state quelle di aver fatto partire in contemporanea gli atleti della gara Sprint e quelli della gara Super Sprint (meglio sarebbe stato anticipare la partenza della gara Sprint per evitare un pericoloso affollamento fino alla prima boa) e l’aver posizionato la zona cambio a circa 100m dalla riva facendo percorrere agli atleti un tratto su asfalto (si poteva optare per una passerella in legno e materiale anti scivolo fino alla zona cambio). Ottima la scelta della pista ciclabile per la frazione a corsa svoltasi in completa sicurezza. Infine la zona cambio si presentava molto ampia e di semplice interpretazione, dato che tutto il materiale occorrente poteva essere riposto a fianco della bici In conclusione un’ottima gara svoltasi ad autunno ormai inoltrato grazie anche ad un tempo clemente se pur nuvoloso.

Giudizio 7.35
facilità nel raggiungere il luogo della gara: 9
informazioni on-line: 6
costo iscrizione: 8
periodo climatico: 6
frazione a nuoto: 6.5
frazione in bici: 7.5
frazione a corsa: 8
zona cambio: 7
logistica: 7
sicurezza: 8.5

mercoledì 16 ottobre 2013

La tecnica del nuoto

Gli stili notoriamente utilizzati nella pratica del  nuoto sono 4: il crawl, il dorso, la rana e il delfino. Gli atleti che praticano il triathlon sono soliti utilizzare lo stile crawl, meglio conosciuto in Italia come stile libero, per portare a termine la prima frazione a nuoto. Teoricamente nel regolamento della federazione internazionale triathlon non è specificato quale stile utilizzare per la frazione a nuoto, quindi un triatleta potrebbe nuotare anche praticando altri tipi di nuotata. È scontato dire che il crawl, per la sua impostazione e tecnica, risulta essere lo stile di nuotata più diffusa nel triathlon.

Galleggiabilità

Creando e mantenendo una posizione orizzontale ed equilibrata del corpo' l'atleta espone una minore superficie del proprio corpo all'acqua e, in aggiunta, riesce a ridurre l'energia della battuta di gambe necessaria a tenere le gambe verso l'alto. Molti allenatori ed insegnanti di nuoto ritengono questo, l'aspetto di maggior importanza e che vada assolutamente sviluppato per primo. Un equilibrio del corpo ottimale nel nuoto a stile libero crea una posizione più orizzontale possibile. Questo risultato può essere raggiunto da parte dell'atleta tenendo in equilibrio il proprio corpo attraverso il proprio punto centrale di rotazione o centro di galleggiabilità, rappresentato dai polmoni. Purtroppo il nostro corpo non è stato concepito per vivere nell’ambiente acquatico, per questo non siamo normalmente equilibrati nell’acqua, dato che abbiamo le leve delle gambe più lunghe e pesanti rispetto a quelle delle braccia, ecco spiegato il motivo per il quale tendiamo ad affondare naturalmente con le gambe. Nel nuoto a stile libero l'atleta è in grado di controbilanciare questa situazione con la posizione della propria testa ed anche con la propulsione delle bracciate. Mantenendo la propria testa all'ingiù e con il braccio sempre allungato in avanti, l'atleta tenderà ad equilibrare il sistema ed a rimanere più facilmente in posizione orizzontale. Alcuni allenatori ed atleti descrivono questa pratica come "creare pressione in avanti”. L'atleta può verificare facilmente il proprio equilibrio, prima di tutto tentando di galleggiare stando a pancia in giù con le braccia distese ai lati. Egli noterà che le proprie gambe tendono ad affondare a meno che non cominci a battere le gambe. Minore sarà lo sforzo per mantenere la posizione orizzontale in acqua, maggiore sarà la galleggiabilità.

venerdì 4 ottobre 2013

Dormire bene

Dopo aver incominciato a considerare l'allenamento per una disciplina multisportiva come un processo di adattamento all'allenamento fisico, invece che semplicemente allenarsi in maniera più dura, l'atleta dovrebbe essere in grado di riconoscere il valo­re del dormire bene durante il processo di allenamento. Potrebbe essere sufficiente perdere anche solo un paio d'ore di sonno o dormire male per una notte o due, per vedere come tutto ciò incida pesantemente sull'adattamento. Il sonno è il processo di recupero più importante ed essenziale per una persona. Dormire in maniera adeguata consente ai propri livelli di ormoni di ricaricarsi, al proprio sistema digestivo di assor­bire le sostanze nutritive, alle proprie proteine cellulari di essere ricostruite e alla pro­pria mente di decomprimersi. Il raggiungimento di un sonno adeguato nella società odierna è molto più difficile di quello che si possa pensare. In particolare, il tipo di persona che più spesso viene attratta da una disciplina come il triathlon - la persona adulta con un'alta capacità di realizzare dei risultati importanti e fortemente impegna­ta - è spesso anche il soggetto con maggiori probabilità di andare incontro a dei pro­blemi legati al sonno. Questa situazione potrebbe interferire concretamente con il pro­cesso di allenamento, se non addirittura condizionarlo pesantemente. L'esercizio fisico, in sé, è una delle tecniche più importanti per riuscire a miglio­rare la qualità del sonno di una persona. Tuttavia, questa è un'arma a doppio taglio per quanto riguarda i programmi di allenamento dei triatleti. Il sovrallenamento, pro­dotto da un allenamento esagerato senza che avvenga un adattamento a breve termi­ne, può creare in modo cronico anche degli elevati livelli di ormoni stressati che cir­colano nel sangue. Gli ormoni potrebbero inoltre interferire con il sonno. Una perdita nella qualità del sonno è un chiaro segnale di sovrallenamento, o della presenza di altri stimoli stres­santi che vanno ben al di là di un livello che l'atleta possa riuscire a gestire. Inoltre, l'effetto a breve termine di un allenamento ad un livello elevato si evidenzierà in un aumento degli ormoni legati allo stress e in un aumento del livello del proprio meta­bolismo generale. Si dovrebbe completare l'allenamento diverse ore, o anche di più, prima di andare a dormire. Naturalmente, se si parla di sonno ogni persona ha una propria sensibilità soggettiva per quanto riguarda i programmi di allenamento individuali. 

giovedì 3 ottobre 2013

Sovrallenamento

L'allenamento fisico è in grado di stimolare la propria risposta immunitaria, di crear un equilibrio muscolare, di aumentare la densità delle ossa e dei tessuti molli, di migliorare la funzione degli organi (il cuore e i polmoni), e di creare uno stato di buona salute psicologica e dei sentimenti di soddisfazione. La cosa più importante nel cercare di creare un programma di allenamento che riesca a stimolare il proprio siste­ma immunitario, invece di reprimerlo, dovrebbe essere quella di evitare il sovrallena­mento. Il proprio sistema immunita­rio potrebbe diventare temporaneamente soppresso nel momento in cui i propri sfor­zi in allenamento e in gara, eccedano di molto gli sforzi precedenti o gli sforzi che non si è preparati ad eseguire. Affrontare degli sforzi d'allenamento di proporzioni "epiche", senza un lavoro prece­dente che prepari ad effettuare questo tipo di sforzi, potrebbe portare l'atleta in uno stato di forte sterss. Anche se quella corsa "monumentale" in mountain bike della durata di cinque ore (quando normalmente si corre solo per un'ora, o anche meno) sembra essere una buona idea in quel preciso momento, molto spesso il risultato a lungo ter­mine potrebbe essere un malanno e una perdita complessiva di miglioramento nel proprio allenamento.
Quando, frequentemente, l'atleta si impegna troppo, una temporanea soppressio­ne della risposta immunitaria può anche diventare cronica. Questo potrebbe far aggra­vare dei malanni minori in corso e, potenzialmente, delle malattie croniche, oltre a vari problemi delle vie respiratorie supe­riori ed altre malattie più gravi. Per evitare un'eventuale soppressione immunitaria acuta che cronica, l'atleta dovrebbe evitare di provare ad eseguire degli sforzi in allenamento es in gara nel caso in cui non si sia preparato a sufficienza, ma cercare, invece, di effettuare delle progressioni d'allenamento attraverso dei piccoli incrementi.

mercoledì 25 settembre 2013

Halfcastman Castiglione 2013 - Il giudizio

Il giudizio sulla mia prima gara di triathlon, quella a Castiglione della Pescaia, è un giudizio tutto sommato positivo che, ovviamente, non tiene conto del risultato. Partiamo dall’inizio. Per essere la mia prima gara devo dire che mi sono divertito sentendomi realizzato, dal punto di vista sportivo, al termine della competizione. La perfetta organizzazione, la passione degli organizzatori, il grande pubblico, la cornice paesaggistica senza pari contrapposta alla durezza del tracciato, hanno reso l’Halfcastman di Castiglione bello da vedere, belle da svolgere, sicuro ma soprattutto divertente. Ecco io mi sono davvero divertito sentendomi per una domenica di settembre un vero triatleta. Parlando poi del risultato sportivo non posso non prendere in considerazione il mio ritiro, avvenuto al 45esimo km della frazione ciclistica. Obbiettivamente non potevo andare oltre, ero cotto e le due salite di Tirli e della Capannina, avevano lasciato il segno. Inoltre il poco allenamento, anche se preciso ed intenso, non è stato necessario a terminare la gara almeno nelle 7 ore. Posso dire di sentirmi realizzato della prima frazione a nuoto, svoltasi con mare mosso e su una distanza che non avevo mai percorso prima in modo continuativo, uscendo nei primi 50 al primo giro e nei primi 80 al secondo. L’altra frazione, quella in bici è stata interlocutoria. Se da un lato resta il rammarico di essere uscito al km 45, dall’altro resta la soddisfazione di aver scalato due salite impegnative con poco allenamento. Tirando le conclusioni è stata una bella domenica di sport, divertimento e soddisfazioni, dove mi sono potuto confrontare con atleti molto più preparati ed esperti di me conoscendo i miei limiti e le mie potenzialità, utili per programmare i prossimi allenamenti. 

domenica 22 settembre 2013

Halfcastman Triathlon Castiglione 2013 -3

Attraversare per la seconda volta il tratto di spiaggia, che porta alla zona cambio, è stato davvero molto duro, per fortuna le fatiche sono state alleviate dalle centinaia di spettatori che ci hanno incoraggiato. Attraversato il breve tratto di spiaggia mi sono diretto verso la prima zona cambio, situata sulla passeggiata antistante il bagno Somalia. Passate le docce e le piscine, sono entrato nella tenda cambio dopo aver preso sacca con l’occorrente per la frazione in bici. Essendo questa la prima volta che praticavo una disciplina multi sport non avevo la minima idea di come si affrontasse un cambio. Così completamente digiuno di qualsiasi astuzia e tecnica mi sono tolto la muta indossando il body e tutto l’occorrente per la frazione in bici. Correndo verso la mia bici, con le scarpette ben allacciate ed il casco in testa, prendo la bici e finito il tratto a piedi salgo in sella ed inizio a pedalare. Le strade chiuse la traffico, almeno temporaneamente, e l’ottima segnaletica rendono facilissimo seguire il precorso della frazione bike. I primi 7 km sono tutti i piano e costeggiano la costa lasciandoci sulla sinistra la spiaggia in direzione Puntala. Passata la prima piccola salitella a quota 100 m s.l.m, si gira a destra per Tirli: la salita più dura e lunga di tutta la frazione. Appena montato in bici, data la mia scarsa preparazione, ho subito iniziato a perdere posizioni fino a ritrovarmi ultimo sui tornanti che portano a Tirli. Salgo con difficoltà e con una velocità bassissima fino alla zona rifornimento, allestita esattamente al termine della salita di Tirli a quota 470 m s.l.m.. Presi i Sali mi lancio a rotta di collo giù per la discesa che mi riporterà a Castiglione: una bella discesa con tratti prevalentemente tecnici e dal buon fondo. Finita la discesa vedo dopo diversi minuti un atleta davanti a me, segno che qual cosina ho recuperato in discesa. Le gambe scoppiano e il dolore al soprasella diventa in alcuni tratti insopportabile lungo i 10 km in piano che portano alla seconda salita dura del circuito: la Salita della Capannina. Lunga soltanto 1.5 km è decisamente più corta di quella di Tirli che con i sui 6 km è stata lo spauracchio di tutto il gruppo. La salita della Capannina è breve ma intensa, tocca punti con pendenza del 17%. Ancora una volta finita la salita trovo il ristoro con acqua, sali e barrette energetiche. La discesa che riporta al bagno Somalia è ripidissima, difficile e piena di curve secche che spezzano le braccia e fanno stridere i freni. Questo per me sarà l’ultimo tratto di corsa, durato 45 km anziche 90 km, dato che non avevo più energie per proseguire la corsa e nemmeno più tempo per rientrare nel cancello delle 5 ore dalla partenza della manifestazione. Così mestamente ma contento della bella giornata passata mi reco verso i giudici di gara per ritirarmi. Recupero tutto il materiale, torno in albergo e concludo la giornata in un bel ristorantino di Castiglione con un pranzo a base di pesce!

venerdì 20 settembre 2013

Halfcastman Triathlon Castiglione - 2

L’organizzazione della gara è risultata essere ottima fin da subito: ampia scelta di alberghi e ristoranti convenzionati, ottima segnaletica lungo il percorso, organizzatori professionali e soprattutto ampi parcheggi vicini alla zona cambio. Quest’ultimi si sono rivelati molto ampi e logisticamente perfetti per arrivare a pochissimi metri dalla zona cambio, cosa non da poco. Essendo stata la mia prima gara di triathlon ero un po’ nervoso, soprattutto per quanto riguarda le operazioni pregara: assegnazione numero, entrata e uscita dalla zona cambio, regolamento ecc… ad ogni modo mi faccio coraggio ed entro nell’area dedicata agli atleti. Dichiaro nome e cognome, mi assegnano il numero “89”, entro nella zona cambio con il casco ben allacciato e posiziono la bici esattamente al numero “89” della rastrelliera.
Terminate le operazioni pre-gara,  ho atteso pazientemente l’orario della partenza iniziando ad indossare la muta lunga dato che la temperatura del mare era al di sotto dei 24C° previsti. Finalmente arriva il momento della partenza, prima però gli organizzatori ci illustrano le particolarità del percorso per metterci a conoscenza dei punti più salienti e pericolosi del percorso. Alle 9.30 partono le donne e alle 9.45 è prevista la partenza degli uomini. Come il giorno precedente anche nel giorno della gara il tempo è grigio e il mare presenta la stessa onda lunga.  La prima frazione a nuoto si svolge su un circuito di 950 metri da ripetere due volte e prevede anche un passaggio di 50 metri sulla spiaggia davvero molto spettacolare. Pochi minuti prima della partenza gli organizzatori ci fanno scendere in spiaggia e i danno le ultime raccomandazioni sulle condizioni del mare. Alle 9.45 esatte scatta la sirena e si parte! Siamo 150 atleti e tutti iniziamo a correre lungo i primi metri di mare per poi tuffarsi in acqua verso la prima boa gialla.

Negli istanti successivi alla partenza regna una confusione disumana: spinte, schizzi, bracciate, ginocchiate, fiancate, corpi che sbattono e onde che si infrangono su di noi. Tutto questo avviene almeno per i primi cinque dieci minuti, il tempo di allungare il gruppo e sfilare i più lenti. L’onda lunga si fa sentire, il freddo dell’acqua meno dato che la muta compie egregiamente il suo lavoro. La prima boa sembra non arrivare mai e il mare mosse e la corrente mi rispediscono verso riva. Il tratto più difficile è quello tra la boa 1 e la 2, quello che corre parallelo alla riva. In questo tratto di mare le onde sono molto fastidiose, dato che arrivano dal fianco destro, quello da cui io respiro. Bevo, ondeggio ma non mi arrendo, lo sforzo non è dei più piacevoli ma stringendo i denti arrivo alla boa 2 e punto verso la riva. Con le onde e la corrente a favore la velocità aumenta così come la stabilità ed è in questo tratto del percorso che inizio a recuperare posizioni. Finito il primo giro ci aspettano 50 metri di corsa sulla spiaggia. Duri, durissimi ma resi più leggeri dal pubblico che ci incoraggia, dopo di che iniziando il secondo giro, con le stesse difficoltà del primo ma con molta più fatica. Il tratto che mi porta alla prima boa è quello dove perdo più posizioni, soffro l’onda contraria e la stanchezza accumulata nel primo giro. Se la stanchezza e le onde non bastassero, ci si mette anche il colletto della muta a darmi fastidio e a provocarmi un fastidiosissimo bruciore sul collo che nei giorni avvenire mi farà tribolare. Girate le due boe, inizia il tratto facile, quello che conclude la prima frazione. Come nel primo giro anche nel secondo recupero un po’ di posizioni e concludo la gara con un rispettabilissimo tempo di 45 minuti.

giovedì 19 settembre 2013

Halfcastman Triathlon Castiglione - 1


La scorso fine settimana, per l’esattezza domenica 15 settembre a Castiglione della Pescaia, ho partecipato al mio primo mezzo Ironman. La manifestazione sportiva, battezzata dagli organizzatori Halfcastman Castiglione 2013, si è svolta lungo il caratteristico litorale della nota località turistica, offrendo un’invidiabile contesto paesaggistico agli atleti impegnati in gara.
Per motivi logistici e per meglio vivere il clima della gara, mi sono recato a Castiglione il giorno precedente la competizione, soggiornando in uno degli alberghi che gli organizzatori ci hanno indicato come convenzionati, facendoci risparmiare sul costo della camera e mettendoci a disposizione la stanza fino al tardo pomeriggio (cosa altrimenti impossibile). Questo piccolo dettaglio è stato molto apprezzato, dato che mi ha permesso di rientrare in camera una volta finita la corsa, permettendomi di recuperare le energie con un bagno caldo e una mezzoretta di riposo.
Arrivato a Castiglione nel primo pomeriggio e preso possesso della camera all’Albergo L’Approdo (4 stelle – una notte – camera matrimoniale – 110 euro – sconto 10%), per prima cosa sono andato a fare una piccola ricognizione della zona cambio (lungo mare alle spalle del bagno Somalia). La macchina organizzativa si era già messa in moto e lungo la passeggiata stava prendendo forma il parco atleti, composto: dalle rastrelliere per le bici, le tende per i cambi, decine di transenne e la tenda del primo soccorso. Lasciati i ragazzi dell’organizzazione al loro lavoro, mi sono recato ai bordi della spiaggia ad osservare le condizioni del mare. Scrutando il mare ed il cielo fino all’orizzonte più lontano, ho notato come il tempo fosse grigio e perturbato, con un mare leggermente agitato e con una poco rassicurante onda lunga che purtroppo mi aspetterà anche il giorno della gara. Lanciato un ultimo sguardo al mare era arrivato il momento di prendere la macchina per Casa Mora, località a poche centinaia di metri dalla zona cambio, dove gli organizzatori avevano allestito la consegna dei pacchi gare, del chip e la registrazione alla gara.
La registrazione al Halfcastman Castiglione 2013, si è tenuta all’interno del complesso sportivo Casa Mora, più precisamente nei locali del palazzetto dello sport, dove gli organizzatori, oltre a consegnarmi il chip, mi hanno consegnato anche un fornitissimo pacco gara composto da: maglietta running, polo evento Halfcast Castiglione 2013, cappellino running, borraccia offerta dallo sponsor, barrette energetiche, numeri casco, numeri bici, numero pettorale, numero sacche, sacche per la zona cambio, gadget bike e vademecum per la zona cambio e per le operazione di cambio. Dopo aver portato tutto in albergo, esco per cena e per rilassarmi in attesa di della gara di domani.
La mattina della gara c’è stato permesso di poter usufruire, in via del tutto straordinaria, della sala colazioni ben trenta minuti prima del normale orario stabilito; il grande salone vetrato, all’albergo L’Approdo, si trova al quarto piano e permette di godere di una bellissima vista sul canale. Con due cornetti, un cappuccino, un caffè e un succo all’ananas sullo stomaco, era giunto il momento di partire per la zona cambio e iniziare ad entrare nel clima gara. Prese le sacche, quella blu per la corsa e quella bianca per il ciclismo, preparate la notte precedente, mi sono recato al parco atleti dove ho depositato la bici e le due sacche. 

lunedì 8 luglio 2013

Triathlon:tabella corsa

Sfatiamo ogni dubbio: io e la corsa siamo due mondi completamente distanti. Non ho mai corso e mi sono ritrovato a farlo a 30 anni durando una fatica pazzesca. Il giorno più duro è il primo, poi man mano che il tempo passa la fatica e lo stress mentale lasciano il posto a rari e fugaci momenti di divertimento, l'importante è tenere duro, trovare sempre nuovi stimoli e porsi dei traguardi. Correre non è divertente come andare in bici o piacevole come nuotare: la corsa è pura fatica, sudore, caldo e dolore alle gambe il giorno dopo. Quindi vi lascio immaginare.   Quando si corre la sfida non la si fa con il cronometro o con la strada, ma con noi stessi e i nostri limiti. Come per ogni cosa anche nella corsa l'approccio è fondamentale: occorre correre con cautela e andare per gradi. Questo è quello che ho fatto io:

  1. prima uscita: 3 km
  2. seconda uscita: 5 km
  3. terza uscita: 6 km
  4. quarta uscita: 6 km




sabato 6 luglio 2013

Triathlon: tabella nuoto

Cerchiamo di recuperare un po’ di tempo perso facendo il punto sui miei nuovi piani di allenamento. Dunque partiamo dal principio e dal fatto che ho, almeno per il momento, abbandonato la fase di potenziamento che ho svolto durante tutto l’inverno e tutta la primavera e che mi ha fornito un’ottima base muscolare, utile per svolgere i successivi allenamenti in tutta tranquillità. Praticando la disciplina del triathlon ho dovuto lavorare moltissimo sulla resistenza sia fisica che psicologica e dato che da qualche parte dovevo iniziare, ho deciso di farlo partendo dal nuoto. Questa pratica per me non presenta nessun tipo di problema, anzi tra le tre è sicuramente quella più semplice e la meno faticosa. Anche in questo caso sono stato costretto a stravolgere i miei allenamenti, passando a svolgere lunghe sessioni nuotando ininterrottamente per 2km. Essendomi affacciato da pochissimo al triathlon il mio scopo è quello di terminare la gara del 15 settembre 2013 a Castiglione (1.900 metri in mare / 90 km in bici / 21 km a corsa) ecco il perché sto insistendo molto nello svolgere lunghe sessioni in vasca. Normalmente mi allenavo per 3 km al giorno, con serie mai più lunghe di 500 metri, mentre con l’ultimo allenamento sono arrivato a percorrere 1.600 metri senza sosta, con l’obbiettivo di nuotare la stessa distanza della gara: cioè 2 km.

mercoledì 3 luglio 2013

Triathlon

Eccomi di nuovo a scrivere, sulle pagine del blog SuperAllenamento, dopo un piccolo ma giustificabile periodo di assenza, dovuto ad impegni di diversa natura. Il lavoro, gli impegni personali, gli affetti, il normale svolgersi delle giornate e l’estate che finalmente è arrivata, hanno sottratto tempo prezioso agli allenamenti per come ve li ho presentati nei giorni scorsi. Oltre a tutto questo non posso non scrivere sulle pagine di queste blog una bellissima novità: l’iscrizione alle Società Sportiva di Triathlon di Siena il “Gregge Ribelle”; avvenuta nei primi giorni di giugno e che mi ha fatto rimettere mano a tutto il mio programma di allenamento per il debutto che avverrà il 15 settembre a Castiglione della Pescaia. Dopo alcuni giorni di assestamento ho pensato fosse arrivato il momento di accantonare la fase di potenziamento che durava ormai da diversi mesi e iniziare a praticare un training specifico per il triatlhon con l’orizzonte specifico del 15 settembre. Detto questo e dopo aver accantonato, almeno per il momento i pesi, mi sono concentrato sul nuoto (10 allenamenti da 3 km ciascuno dal mese di giugno) e sulla corsa (3 allenamenti per iniziare a mettere km nelle gambe). Nei prossimi giorni vi parlerò più approfonditamente del mio nuovo ciclo di allenamenti, facendo il punto su questa interessante e affascinante disciplina.