La natura degli stimoli
stressanti applicati deve essere simile o identica alla natura del tipo di
movimento che l’atleta sta cercando di migliorare con l’allenamento. Questo viene
indicato come specificità. Anche se non tutti gli allenamenti dovrebbero essere specifici e replicare
esattamente le condizioni delle gare di triathlon, nella misura del possibile i
modelli di movimento utilizzati nell’allenamenti, dovrebbero assomigliare a
quelli del nuoto, del ciclismo e della corsa a piedi. Discipline diverse
impiegano distretti muscolari diversi, e solo quelli coinvolti saranno oggetto
del sovraccarico. Nell'ambito della stessa disciplina, per esempio la corsa, si
possono osservare effetti di specificità: la capacità aerobica coinvolge solo i
muscoli interessati, mentre l'attività anaerobica ha maggior effetto sul
muscolo cardiaco e sui parametri del sangue. La corsa di resistenza, pur
introducendo un guadagno generale a livello cardiovascolare, ha cioè sempre un
effetto confinato ai muscoli coinvolti. Un allenamento anaerobico per la corsa
ha effetto minimo sul nuoto e viceversa. La specificità è anche evidente negli
esercizi di ginnastica: una serie di contrazioni muscolari isotoniche
permettono di guadagnare forza solo per il valore di angolazione
dell'articolazione interessata dall'esercizio. Per esempio l'allenamento
con i pesi con elevati carichi (massimali e submassimali) migliora la forza
dell'atleta e non la resistenza. Per tale motivo l'allenamento e gli esercizi
usati per migliorare una particolare qualità atletica sono diversi da quelli
utilizzati per un'altra. Di conseguenza la preparazione atletica per uno sport
che richiede particolari caratteristiche atletiche, deve essere diversa da
quella di un'altra attività sportiva. Il ciclista deve allenare il sistema
cardiocircolatorio e renderlo in grado di portare ossigeno ai muscoli per
un tempo prolungato, deve abituare i muscoli a produrre lavoro aumentando la
forza resistente e deve abituarsi a "soffrire". Il principio della
specificità consiste nel modulare un programma di allenamento che solleciti i
sistemi fisiologici che influiscono sulla prestazione dell'esercizio
considerato in modo da raggiungere la prestazione ottimale producendo
adattamenti specifici.
giovedì 13 agosto 2015
Anti-infiammatori e Sport
Questo articolo, a cui ne
seguiranno molti altri, tratta l'ambiguo legame esistente tra i farmaci non
steroidei anti-infiammatori (FANS) e lo sport. I FANS, come ibuprofene e
naprossene, sono comunemente utilizzati nel mondo dello sport. Numerosi atleti assumono
questi farmaci durante l'allenamento: prima, durante e dopo le gare. Purtroppo,
molte persone credono che lo stato di over-the-counter (cioè prodotti da banco)
di molti FANS e il loro uso diffuso renda questi farmaci sicuri. Vi è una
crescente consapevolezza sul fatto che i FANS non siano appropriati o sicuri indiscriminatamente
per tutti gli atleti. Per avvalorare questa tesi cercherò di spiegare il
meccanismo d'azione dei FANS e la prevalenza di uso di FANS in atleti
dilettanti e d'elite. Articoli successivi esamineranno questioni come i
pericoli di questi farmaci per la salute degli atleti, effetti sulle
prestazioni, effetti sulla guarigione, effetti in materia di adattamento, e le
ragioni per cui le persone possono arrivare a dipendere dai FANS. I FANS
esplicano diverse proprietà terapeutiche, come quelle analgesiche,
antipiretiche ed antiinfiammatorie; infatti riducono il dolore associato
alle infiammazioni, abbassano la temperatura corporea in caso di
febbre e riducono i sintomi dell'infiammazione.
L'impiego
di antinfiammatori in campo sportivo è assolutamente giustificato nel
trattamento dei numerosi infortuni generati dalla pratica sportiva. Gli atleti
infatti utilizzano questi farmaci per alleviare fastidi causati da traumi,
per ridurre i sintomi di infiammazioni muscolari, tendinee, ossee ed articolari.
I FANS non rientrano nelle classi delle sostanze vietate dalle norme antidoping, pertanto gli sportivi possono usarli senza incorrere in sanzioni disciplinari. Queste sostanze sono usate infatti abitualmente anche dagli atleti professionisti per alleviare infiammazioni, infortuni e dolori acuti causati dalla pratica sportiva. Tuttavia in molti casi gli sportivi utilizzano questi farmaci in modo scorretto ed inopportuno.
La terapia antinfiammatoria per guarire dagli infortuni, che dovrebbe essere seguita solo per 5 / 8 giorni, spesso viene protratta per diverse settimane. L'uso continuativo così prolungato di antinfiammatori molte volte instaura una serie di effetti collaterali.
I FANS non rientrano nelle classi delle sostanze vietate dalle norme antidoping, pertanto gli sportivi possono usarli senza incorrere in sanzioni disciplinari. Queste sostanze sono usate infatti abitualmente anche dagli atleti professionisti per alleviare infiammazioni, infortuni e dolori acuti causati dalla pratica sportiva. Tuttavia in molti casi gli sportivi utilizzano questi farmaci in modo scorretto ed inopportuno.
La terapia antinfiammatoria per guarire dagli infortuni, che dovrebbe essere seguita solo per 5 / 8 giorni, spesso viene protratta per diverse settimane. L'uso continuativo così prolungato di antinfiammatori molte volte instaura una serie di effetti collaterali.
Da ricerche condotte in diversi paesi emerge in forma chiara che esiste un ampio uso di FANS, a volte ingiustificato, da parte degli atleti. L'uso di FANS è diventato talmente naturale che spesso non sono considerati i numerosi effetti negativi di cui si tiene conto solamente, purtroppo, quando si manifestano.
Inoltre gli atleti fanno uso di antinfiammatori anche per poter gareggiare in condizioni fisiche non ottimali. Molti sportivi prendono FANS per poter competere o anche semplicemente allenarsi anche in presenza di dolori, infiammazioni articolari, traumi ecc. Ciò determina un uso assolutamente scorretto di questi farmaci che può portare a gravi danni per la salute: fare attività fisica ed addirittura gareggiare sotto l'azione di FANS riduce la percezione del dolore, di conseguenza un atleta non sentendo il fastidio di un eventuale infortunio è portato a sforzare oltremisura la zona infortunata rischiando di peggiorare la situazione, in quanto semplicemente non avverte gli effetti dell'infiammazione, ma non ha risolto l'evento. Generalmente uno stato infiammatorio promuove sensazioni di dolore ogni qualvolta viene sollecitata l'area infiammata, mentre sotto l'effetto dei FANS il dolore non viene percepito e l'atleta sforza l'area in questione incrementandone così il disturbo, che verrà nuovamente percepito come tale allo svanire degli effetti del farmaco.
Ad esempio, nel Ironman triathlon 2008 a Florianopolis, in Brasile, circa un quarto degli atleti (n = 327) hanno partecipato a un sondaggio circa l'uso di FANS. 59,9% ha dichiarato di utilizzare i FANS nei precedenti tre mesi. Di questi atleti che avevano usato FANS, il 47,4% hanno riferito di consumare i FANS il giorno prima, immediatamente prima e durante la gara. In altre parole, circa un quarto di questi partecipanti Ironman ha usato FANS durante la gara. Il 48,5% di utilizzatori di FANS ha fatto senza una prescrizione medica.
Intervista a: Achab Biciclette Ironmarz
"Perché la gamba del capitano Achab, il
suo malumore, la sua insoddisfazione, la sua testardaggine, il suo
egocentrismo, sono la somma di ciò che si diventa alla sua età, dopo una vita
di attese e delusioni." É con
questa citazione che voglio presentarvi l'intervista ad un'altro personaggio
legato al mondo del triathlon. Ha iniziato a cimentarsi con il triathlon hai
tempi dell'università, ora vive ad Amsterdam e crea arte sulle biciclette Achabici.it. E' conosciuto nell'ambiente con il
nome di Achab: il personaggio letterario del romanzo Moby Dick, creato
da Herman Melville. Si sono occupati
di lui e delle sue creazioni molte riviste specializzate e il web riconosce a
questo artista il giusto merito. Oggi tocca al blog SuperAllenamento rendere
merito al triatleta e creatore di sogni Achab. Bando alle ciance quindi, è il
momento di dare la parola ad Achab.
In che anno ha iniziato a praticare la pratica
multisport del triathlon e cosa ti ha spinto a farlo?
Ho incominciato e finito negli anni
dell’università perché era una cosa nuova che nessuno conosceva. E siccome
c’erano pochissimi praticanti speravo (inutilmente) di trovare finalmente uno
sport dove avere risultati discreti. Ma mi sbagliavo e ho smesso. Ricordando
ancora la sconfitta ho ripreso nel 2008 a allenarmi senza voglia di fare
nessuna gara e principalmente a causa della crisi di mezza età. Poi per demenza
senile mi sono dimenticato della gioventù e ho fatto anche qualche gara
arrivando sempre tra gli ultimi.
Quali sono le difficoltà nel gestire le sedute
di allenamento senza trascurare il lato affettivo e lavorativo della tua vita?
Il vero
triathlon è famiglia, lavoro, sport e non nuoto, bici e corsa. Mi sto alleando
molto per non sentire i sensi di colpa.
Quale momento ricorda con maggiore gioia?
Ogni volta che mi posso allenare con il sole,
temperatura mite, magari con amici, in un bel posto.
E quale ricorda con tristezza/rammarico?
Tuttle le volte che mi sono infortunato e ho
dovuto fermarmi.
Quali sono le tue ambizioni ?
Fare un ironman prima di morire o morire
cercando di finire un ironman.
Da Atleta, cosa chiederesti alla Federazione
Italiana Triathlon?
Non sono un atleta….
Che consigli daresti a chi si approccia per la
prima volta a questa disciplina?
Copio uno dei migliori insegnamenti di king of
pain, amico e mostro di gare di endurance: è giusto avere paura di un ironman.
Ti fa avvicinare con rispetto e umiltà.
Te la senti di dare un giudizio sullo stato di
salute del movimento di Triathlon nella sua Regione?
Abito a amsterdam e non ho idea della scena.
Infine quanti giorni alla settimana ti alleni e
quanti km svolgi nelle varie discipline in un anno?
Cerco di allenarmi sei giorni su sette ma
viaggiando molto per lavoro rimane più un sogno che una realtà. Tra i 5000 e
6000km l’anno.
Grazie Achab
mercoledì 12 agosto 2015
Intervista a: Federico Ironfrankie Franchini
È uno dei personaggi più
conosciuti nell'ambiente del Triathlon italiano ed un punto di riferimento
nell'universo della triplice disciplina grazie al suo blog ironfrankie.blogspot.it. Chi lo
conosce lo descrive come ironico, burbero ma con un grande cuore. Se lo
conoscete sapete che sto parlando di Federico Ironfrenkie Franchini, se invece
non sapete chi sia, leggete questa breve intervista e capirete di chi sto
parlando.
In che anno ha iniziato a praticare la
pratica multisport del triathlon e cosa ti ha spinto a farlo?
ho iniziato a fare triathlon nel 2003 dopo
anni di sedentarietà sotto consiglio medico per migliorare il mio stile di vita
Quali sono le difficoltà nel gestire le
sedute di allenamento senza trascurare il lato affettivo e lavorativo della tua
vita?
nessun problema ho un lavoro molto libero da
orari. E mia moglie pratica sport pure lei, quindi insieme, se capita.
Quale momento ricorda con maggiore gioia? E
quale ricorda con tristezza/rammarico?
la finish line
del primo Ironman. Nessuno rammerico. Ho piacere di fare questo sport e vivo
sempre con gioia sia le vittorie che le sconfitte.
Quali sono le tue ambizioni ?
arrivare sempre
in fondo con il sorriso, come ambizione.
Da Atleta, cosa chiederesti alla
Federazione Italiana Triathlon?
alla Fitri
chiederei di dare maggior peso agli Age Group che sono le fondamenta del
triathlon (non solo in Italia e non solo del triathlon)
Che consigli daresti a chi si approccia per
la prima volta a questa disciplina?
di trovare un
team che possa seguirlo nei primi approcci, perché io che sono cresciuto senza
il supporto di un team (pur avendolo) ho avuto grande difficoltà.
Te la senti di dare un giudizio sullo stato
di salute del movimento di Triathlon nella sua Regione?
non conosco
molto la salute del movimento triathlon in Emilia
Infine quanti giorni alla settimana ti
alleni e quanti km svolgi nelle varie discipline in un annno?
adesso
"vivo molto di rendita", una 30 di km a nuoto, 3/4000 in bici e circa
700 di corsa
Grazie Federico, anzi grazie Ironfrenkie
Aumenta le prestazioni con il giusto riposo
La National Sleep Foundation raccomanda 7-9 ore di sonno per notte per gli adulti di età compresa tra i 18e i 64 anni. Purtroppo, la maggior parte di noi non riescono ad ottenere queste ore di sonno. Questo vale anche per gli atleti. Ad esempio, gli atleti d'elite in un recente studio, hanno fatto registrare solo una media di 6,8 ore di sonno per notte. In un altro studio di atleti d'elite, il loro tempo totale a letto era 8,6 ore, ma la loro qualità del sonno era scarsa con un tempo totale di sonno pari a 6,9 ore. Con i viaggi a eventi o, semplicemente, nervosismo pre-gara, molti atleti sperimentano gravi perturbazioni nella loro fase di sonno, che risulta essere normalmente inadeguata. Queste interruzioni possono influenzare le prestazioni atletiche. La buona notizia, però, è che c'è un piccolo studio che ha dimostrato che gli atleti privati del sonno, producono prestazioni migliori dopo brevi sonnellini. Questo studio ha coinvolto 10 maschi sani con età media 23,3 anni dopo una notte di sonno accorciato (dormivano dalle 11:00 alle 3:00). Trenta minuti dopo il pisolino, una serie di parametri sono stati misurati, tra cui la vigilanza, la memoria a breve termine, la temperatura, la frequenza cardiaca, scelta del tempo di reazione, forza di presa. I partecipanti che hanno fatto il sonnellino pomeridiano avevano abbassato la frequenza cardiaca e la temperatura, hanno registrato miglioramenti nella vigilanza, sonnolenza, memoria a breve termine ed è aumentata la precisione al test sul tempo di reazione. È interessante notare che i tempi di sprint sono stati significativamente migliorati, su sprint brevi di soli 2 metri sprint da 1,060 secondi a 1,019 secondi e il tempo su sprint di 20 metri da 3,971 secondi a 3,878 secondi. Si prega di notare, ancora una volta, che questi numerosi miglioramenti sono stati raggiunti dopo soli 30 minuti di pisolino. Le implicazioni pratiche di questi risultati variano per ogni singolo atleta. Ad esempio, un triatleta con uno start di gara alle ore 07:00 difficilmente avrà l'occasione per fare un pisolino. Tuttavia, un triatleta in un grande evento multi-onda (come il Transamerica Chicago Triathlon o USAT Nationals) può tornare alla sua stanza d'albergo dopo aver impostato la transizione e svolgere un breve pisolino.
Scheda palestra ABC
Per ottenere importanti risultati
attraverso il potenziamento muscolare in palestra, sarà necessaria una equilibrata
combinazione di carichi pesanti e di lavoro specifico sul dettaglio
muscolare. I tre esercizi base del programma di costruzione di massa sono: squat, distensione su panca piana e stacco da terra. Questi
tre esercizi da soli non sono ovviamente sufficienti a stilare una buona scheda
di lavoro. È
importante ricordare che un’aumento di forza in questi 3 esercizi equivale ad
un aumento di forza in altri esercizi, cosa che purtroppo non vale al contrario.
Nel nostro programma dovremmo quindi inserire i tre esercizi fondamentali squat,
distensione su panca piana e stacco da terra, aggiungendo in ogni seduta esercizi
di contorno per terminare il lavoro dell’esercizio di base. Per far crescere la massa muscolare, una delle regole da seguire è
quella di dividere l'allenamento in distretti muscolari, in modo da avere un training
bilanciato efficace e produttivo. Ma questa regola è sempre valida? In alcuni
casi no, come ad esempio nel caso dei principianti o di chi si avvicina al
mondo delle palestre per la prima volta. In questi casi, la suddivisione degli
esercizi per distretti muscolari, non è ottimale, dato che si rischia di travisare
l'obiettivo di ogni neofita, ovvero l'aumento della forza negli esercizi base, con suddivisione degli
allenamenti in solo due parti oppure un semplice full body:
Fonte:
ABCallenamento
Per gli atleti più esperti e che
frequentano da molto tempo le palestre, vale il concetto fondamentale della
programmazione e della suddivisione dei distretti muscolari nelle varie sedute
di allenamento. Tutto dipende dal nostro tempo libero e da quante volte, alla
settimana, riusciamo ad allenarci, dalla nostra esperienza, dai nostri
obiettivi. In questi casi il numero magico è 3: infatti, con 3 allenamenti settimanali sarete in
grado di stimolare i muscoli in maniera adeguata riuscendo a recuperare in modo
ottimale. Per crescere di massa consiglio di dividere i gruppi muscolari della
parte superiore del corpo da quelli della parte inferiore: un giorno i muscoli
della parte superiore del corpo e in quello successivo i muscoli della parte
inferiore (e normalmente gli addominali).
Fonte:
ABCallenamento
martedì 11 agosto 2015
Barrette Energetiche - Energize Bar
Qualsiasi
sia lo sport che pratichiamo è necessario avere una riserva energetica ottimale
per la prestazione che andiamo a compiere, sia una gara o un semplice
allenamento. Affrontare al meglio ogni sessione di allenamento significa anche
disporre di un corretto apporto energetico e di idratazione. Nelle fasi che
precedono la sessione dobbiamo quindi integrare le nostre scorte energetiche
sfruttando sostanze basate su carboidrati e zuccheri. Nel corso della
performance, possiamo mantenere idratato l’organismo grazie all’uso di
integratori salini, sopperendo inoltre al fabbisogno energetico grazie a
integratori liquidi oppure barrette energetiche. Una volta ultimata la
prestazione, in fase di recupero, possiamo reintegrare tutte le sostanze perse durante
lo sforzo, accelerando il recupero e arrivando in perfetta forma al
prossimo allenamento o gara.
Le
barrette energetiche rappresentano una fonte molteplice di carboidrati con
diverso indice glicemico; questa caratteristica è fondamentale per la loro funzione
integrativa in quanto, variando la natura dei glucidi in esse contenuti, è possibile ottenere un ripristino glicemico. Si stima che ogni 30g di barrette energetiche, lo sforzo
possa essere protratto per circa 90 minuti... anche se quest'affermazione non
tiene in considerazione tutti gli aspetti di disidratazione, squilibrio o carenza salina e affaticamento sistemico.
Inoltre, è anche opportuno rammentare che le barrette energetiche sono da
considerare alimenti a
elevata densità energetica, pertanto il loro consumo sistematico dovrebbe
limitarsi esclusivamente all'ambito sportivo. Ecco di seguito la barretta che ho scelto per i miei
allenamenti:
Energize Bar è una barretta energetica con un massimo apporto di energia
dovuto al nuovo mix di carboidrati C2MAX. Migliorata la composizione, più
facile da masticare. Con aggiunta di sodio, finalizzato a prevenire lo
squilibrio elettrolitico dovuto alla perdita di liquidi con la sudorazione.
Per barretta (55 g):
Valore energetico 202 kcal
Proteine 7,1 g
Carboidrati 37 g
di cui zuccheri 20,9 g
Grassi 2,4 g
di cui saturi 0,6 g
Fibre alimentari 1,9 g
Sodio 0,22 g
Magnesio 71,9 mg
Valore energetico 202 kcal
Proteine 7,1 g
Carboidrati 37 g
di cui zuccheri 20,9 g
Grassi 2,4 g
di cui saturi 0,6 g
Fibre alimentari 1,9 g
Sodio 0,22 g
Magnesio 71,9 mg
Ingredienti: Sciroppo di fruttosio-glucosio (39%), crusca d’avena (15%), riso di grano secco (10%) (semolino di riso, zucchero, glutine del grano, malto d’orzo, grasso vegetale, sale, aroma vanillina), farina di riso (10%), proteine del latte, maltodestrina (6%), mandorle macinate, fiocchi d’avena (4%), aroma (con latte e frumento), citrato di sodio, fruttosio (0,5%), umidificante: glicerolo, sale. Tracce: proteine di soia, nocciole, arachidi, uova, lupino.
Si consiglia di assumere una barretta prima e durante
l'attivita sportiva. Bere acqua a sufficenza dopo aver assunto il prodotto.
lunedì 10 agosto 2015
Perdere peso dopo le vacanze
Tra
pandori, panettoni, tavolate imbandite di cotechini, zamponi, brindisi con
bottiglie di spumante al vecchio 2015, avremmo accumulato milioni di calorie.
Al punto che, tra gli obiettivi prioritari che ci siamo messi in testa di
realizzare nell’anno nuovo, molto probabilmente c’è anche quello di rimetterci
un po’ in forma dopo le abbuffate delle vacanze. Il primo suggerimento è
il ritorno alla quotidianità, alla gestione delle sedute di allenamento e alla
costanza nell’alimentarsi consumando, possibilmente, la colazione entro 1 ora
dal risveglio, lo spuntino a metà mattina, il pranzo, lo spuntino a metà
pomeriggio, la cena ed eventualmente un ulteriore spuntino prima di coricarsi. Per
rimettersi in forma bisogna evitare assolutamente i digiuni drastici e
i “salti del pasto”, adottando piuttosto una dieta a base di cibi leggeri,
ricca di frutta e verdura, accompagnata dal consumo di molta acqua. Per la
prima colazione vanno bene uno yogurt bianco magro, due fette di bresaola o una
fetta di prosciutto crudo, un kiwi e un caffè senza zucchero. A pranzo e a cena
una porzione molto abbondante di insalata, una porzione di pesce alla piastra o
una fetta di petto di pollo, una mela o dei mandarini. Il nostro organismo
ha assoluto bisogno di liberarsi dalle tossine, quindi è consigliato
assumere principalmente alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura
(spinaci, mirtilli, succo di arancia, kiwi), limitando al massimo l’apporto di
grassi saturi e riducendo l’apporto proteico.Qualora
il sovrappeso raggiunto fosse, invece, significativo è bene che sia
l’allenamento l’alimentazione seguano uno schema inflessibile e preciso per
almeno 14 giorni. Molto importante, per recuperare immediatamente
l’efficienza fisica, è fare qualche sacrificio a tavola, evitando il consumo
di superalcolici e bevande gassate e moderando il vino a un bicchiere
al giorno, preferibilmente nei pasti principali. La massa
grassa, infatti, nella giusta misura, oltre ad essere una riserva di energia è
un vero e proprio organo, responsabile della produzione di importanti ormoni.
Quando la massa grassa corporea diminuisce rapidamente, come accade durante le
diete fortemente restrittive o non bilanciate tra carboidrati, proteine e
grassi (buoni), diminuisce anche la produzione di leptina. Quando i valori di
leptina in circolo sono bassi, a causa di una rapida perdita di massa grassa,
aumentano le cellule dell’infiammazione; in altre parole, quando si dimagrisce
rapidamente il rischio di ammalarsi e infortunarsi è molto elevato. Non occorre
aver fretta di rientrare nel peso forma ma il dimagrimento deve essere graduale.
sabato 8 agosto 2015
Intervista al Presidente della Società: 1 A Mistral
Iniziamo a conoscere l'universo Triathlon, partendo dalle molte (per fortuna) società dilettantistiche e non, presenti sul territorio Toscano. Iniziamo dalla regione Toscana e lo facciamo intervistando il Presidente della Società "1 A Mistral", con sede a Cascina, in provincia di Pisa. Adesso diamo la parola al Presidente Cristiano Cavallini.
- In che anno è stata fondata la società e cosa l'ha spinta a farlo?
- La 1 A Mistral è stata fondata più di dieci anni fa ormai, ed è stata frutto della passione di alcuni triathleti provenienti da altre realtà che si stavano dissolvendo.
- Quali sono le difficoltà nel gestire una società dilettantistica?
- In realtà la nostra fattispecie non presenta molte difficoltà, la nostra società è formata da più di 50 iscritti, e non abbiamo altro scopo che quello di divertirci insieme e di fornire a tutti una organizzazione logistica di base che consenta di gestire le gare e le sedute di allenamento collettivo...insomma gareggiamo per divertirci, e ciò ci ha consentito nel tempo di annoverare tra le nostre file molti neofiti.
- Quale momento ricorda con maggiore gioia? E quale ricorda con tristezza/rammarico?
- Nessun particolare rammarico , e dovessi individuare una gioia in particolare avrei delle difficoltà. Ogni trasferta, ogni allenamento, e persino ogni momento ludico, rappresenta per me la felicità e la voglia di stare insieme facendo uno sport che amo.
- Quali sono le ambizioni di questa società?
- Non certo agonistiche , pur avendo ottimi atleti tra le nostre fila; l’ambizione più grande è quella di riuscire ad incrementare costantemente il numero dei nostri soci accogliendoli con serenità ed un sorriso; chi si avvicina al triathlon generalmente ha paura.. ecco noi cerchiamo di far capire che con un po’ di impegno si riesce tranquillamente a praticare questo sport.
- Da Presidente, cosa chiederebbe alle Federazione Italiana Triathlon?
- L’ho già fatto...semplicemente un po’ più di attenzione per gli Age Group, che non devono essere solamente “l’anima finanziatrice” del nostro sport, ma anche e soprattutto il mezzo di diffusione più efficace tra i giovani.
- Molti tesserati si annoverano nelle fila dei cosiddetti neofiti o “non professionisti”. Come avviene in questi casi l’approccio alla disciplina e quali i supporti messi a disposizione dalla società per una preparazione guidata?
- Generalmente noi dedichiamo molto tempo ai neofiti, sia a livello di approccio mentale , sia a livello di allenamenti. Infattiorganizziamo apposite sessioni di allenamento , e disponiamo di un tecnico che formula programmi di allenamento ad hoc. Preciso che tutto ciò avviene in modo assolutamente gratuito.
- Se la sente di dare un giudizio sullo stato di salute del movimento di Triathlon nella sua Regione?
- In Toscana, direi che il movimento è piuttosto attivo; abbiamo varie società, e per quello che mi riguarda, ho ottimi rapporti di collaborazione e di amicizia con tutti. Persino ( anzi specialmente) con i “cugini” livornesi. Peraltro credo che il comitato regionale stia ben lavorando anche con i giovani.
- Per concludere questa intervista, cosa direbbe a chi si avvicina per la prima volta al Triathlon?
- Nel tempo ho visto molti atleti che per un calo fisiologico o contingente delle proprie prestazioni magari hanno mollato tutto. Per questo io dico sempre: “ Non devi avere timore della durezza di questo sport.. ma non devi neppure avere timore di prenderti una pausa quando la tua mente te lo richiede... Il triathlon è una continua sfida con se stessi...ma non sempre si può vincere “
venerdì 7 agosto 2015
Runtastic Libra, la bilancia perfetta
Ogni sportivo è
ossessionato dal proprio peso ed in particolrae lo sono i triatleti. Ma conoscere
l'entità del proprio peso a volte non basta a darci una idea precisa del nostra
stato di forma. Occorre avere informazioni più precise: come la percentuale di
acqua presente nel nostro corpo, l'indice di massa magra e l'indice di massa
grassa. In commercio esistono diverse bilance in grado di fornirci tutti questi
dati, ma una delle migliori è la Runtastic Libra, in grado di analizzare
importanti dati fisici tra cui peso, grasso corporeo e percentuale di acqua,
massa muscolare e ossea, BMI (indice di massa corporea), BMR (metabolismo
basale) e AMR (calorie consumate). Il trasferimento dei dati allo smartphone o al tablet attraverso la
tecnologia Bluetooth® Smart con uno spazio di azione di 25 metri. La bilancia è
in grado di riconoscere fino a 8 utenti diversi e automaticamente valuta i loro
profili. Su Runtastic.com puoi utilizzare i tuoi valori corporei personali per
generare statistiche profondamente dettagliate. Il tutto per soli 129 euro
CARATTERISTICHE
TECNICHE
·
Misurazione completa del peso corporeo,
del grasso corporeo e percentuale di acqua, massa muscolare e ossea, BMI, BMR e
AMR (calorie consumate)
·
Trasferimento automatico dei dati verso
smartphone o tablet attraverso tecnologia Bluetooth Smart
·
Rilevamento e misurazione automatici e
registrazione di 8 utenti diversi
·
Superficie in vetro infrangibile,
ricoperta con elettrodi ITO
·
Funziona al meglio in abbinamento con
l’app gratuita Runtastic Libra
·
App compatibili: Runtastic Libra
·
Dispositivi compatibili: iOS: iPhone 4s,
iPhone 5, iPhone 5s, iPhone 5c, iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPad Air 2, iPad Air,
iPad di 3a generazione, iPad di 4a generazione, iPad mini di 1a generazione,
iPad mini di 2a generazione, iPad mini 3 / Android dotati di Bluetooth Smart
Ready con sistema Android 4.3 e versioni successive
·
Peso: 2,5 kg
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Accessori
Ubicazione:
53100 Siena SI, Italia
mercoledì 5 agosto 2015
ll caffè appena svegli è inutile
Il caffè si è
intrufolato da tempo nella routine mattutina di moltissimi. C’è qualcosa di
romantico nella preparazione di una moka di caffè, c’è qualcosa di rituale nel
berlo, un caffè, ogni mattina, magari appena svegli. C’è poi anche qualcosa di
molto pratico legato a ogni caffè che beviamo: la caffeina ci prepara per
affrontare la giornata – o, perlomeno – le prime ore di quella giornata. Ma
bere caffè subito dopo essersi svegliati è controproducente, si è scoperto. Non
solo indebolisce l’effetto della caffeina, ma porta le persone a sviluppare una
tolleranza alla sostanza che nel lungo periodo diminuisce l’effetto della
caffeina sull’organismo di chi la assume. Il nostro corpo produce un
ormone, il cortisolo, che è stato definito “l’ormone dello stress” perché tende
a comparire quando siamo agitati o preoccupati. Ma il cortisolo è anche
una parte importante del nostro quotidiano ciclo ormonale, conosciuto come il
ritmo circadiano, che ha un ruolo determinante nel farci svegliare la mattina e
nel farci avere sonno la sera. Il concetto, in sintesi, é: quando il nostro
organismo rilascia cortisolo ci sentiamo più svegli. Come mostra il video realizzato dal canale YouTube “ASAP Science” –
famoso per la sua seria ma accessibile divulgazione scientifica – esiste un
momento in cui dovremmo evitare di bere caffè. Quel momento è proprio quando di
solito lo beviamo, il caffè: appena svegli. Quello è il momento in cui il
cortisolo è al suo livello massimo, e ci sono due problemi legati al consumo di
caffè in quel momento. Per prima cosa la caffeina tende a interferire con la
produzione di cortisolo: il nostro organismo finisce così per produrre meno
cortisolo e fare più affidamento sulla caffeina, per mantenerci svegli. Il
secondo problema è che il consumo di caffè mentre il cortisolo è al suo massimo
ci porta a sviluppare, nel lungo termine, una tolleranza per la caffeina:
esattamente il motivo per cui molti assidui consumatori di caffè dicono che,
col passare del tempo, gli fa sempre meno effetto. È proprio così: a lungo
andare l’effetto della caffeina si sostituisce a quello del cortisolo, non si
aggiunge. Il cortisolo cresce tre volte durante il giorno: la
mattina presto, intorno a mezzogiorno e nelle ore serali. Il grafico, preso da
uno studio fatto nel 2009, ne mostra l’andamento sulle 24 ore. Il
cortisolo raggiunge il suo punto massimo tra le 6 e le 10 del mattino (in
particolare tra le 8 e le 9). Ci sono alcune differenze da persona a persona –
che dipendono soprattutto dal momento in cui qualcuno è abituato a svegliarsi –
ma nella maggior parte dei casi, soprattutto per le persone che tendono a
svegliarsi di prima mattina, il grafico è attendibile. Per sfruttare al meglio
gli effetti della caffeina dovremmo bere caffè nei momenti in cui il livello di
cortisolo scende: tra le 10 e le 12 e tra le 14 e le 17 (quindi il caffè dopo
pranzo va benissimo, invece). Queste sono le ore in cui abbiamo bisogno del
caffè e, soprattutto, le ore in cui l’assunzione di caffeina non va a
interferire con la produzione di cortisolo: il più importante sistema che il nostro
organismo usa per tenerci svegli. Come mostra questo importante studio scientifico, quando le persone
dicono di essere diventate assuefatti alla caffeina, stanno in realtà
parlando – seppur senza saperlo – del fatto che le loro abitudini
sul consumo di caffè hanno portato il loro organismo a produrre meno
cortisolo. Chi la mattina si sente esausto se non ha bevuto il suo caffè ha
quindi probabilmente già alterato il suo ritmo circadiano fino al punto che gli
serve della caffeina per raggiungere quel livello in cui si sente
sufficientemente sveglio. Prima di bere caffè ogni mattina, avrebbero raggiunto
quel livello semplicemente grazie al cortisolo.
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sabato 1 agosto 2015
Bailey Matthews
Correre, andare in bicicletta, nuotare: attività faticose, che possono
essere una vera e propria sfida per chi ha dei problemi già nel camminare. Eppure
Bailey Matthews, a cui è stata diagnosticata una paralisi
cerebrale quando
aveva 18 mesi, ha deciso di mettersi in gioco, ed è riuscito a completare una
gara di Triathlon a soli 8 anni. Bailey nasce a Worksop, nel
Nottinghamshire, con nove settimane di anticipo. Da quando ha un anno e mezzo
sa di avere un problema neurologico che colpisce i muscoli e le capacità
motorie, e rende difficile mantenere l’equilibrio. Eppure Bailey “non si vede come diverso dagli altri e grazie
al padre si interessa alla corsa, e decide di iscriversi alla gara di triathlon
di Castle Howard. Centro
metri a nuoto, 4 chilometri in bicicletta, millecinquecento metri di corsa.
Sembra impossibile, eppure non solo Bailey completa il percorso, ma negli
ultimi venti metri decide di lasciare andare anche il sostegno a quattro ruote che lo aiuta a camminare. Cade, una prima,
una seconda volta, ma taglia il traguardo tra le grida di incitamento della
folla. Il padre, che fino
a quel momento ha resistito all’impulso di aiutarlo, di corrergli incontro,
finalmente lo abbraccia: piange, ma a chi gli chiede cosa prova in quel momento
risponde:“Orgoglio”.
venerdì 31 luglio 2015
Cosa succede quando beviamo una Coca Cola
Volete sapere cosa accade all’organismo
dopo aver bevuto una lattina di Coca Cola? Un’infografica apparsa sul blog
dell’ex farmacista inglese Niraj Naik illustra attraverso sette passi tutte le
reazioni che avvengono dal momento in cui bevete il primo sorso fino a un’ora
dopo l’assunzione:
Primi 10 minuti
Avete appena assunto 10 cucchiaini di
zucchero (il 100% della dose giornaliera raccomandata), l’unica cosa che vi
impedisce di vomitare per l’eccessiva dolcezza è l’acido fosforico che altera
il sapore della Coca Cola, permettendovi di ingerirla.
20 minuti
La quantità di zucchero nel vostro sangue
è ai massimi e state producendo quanta più insulina possibile per farvi fronte,
allo stesso tempo il vostro fegato risponde a questa situazione di emergenza
trasformando tutto lo zucchero che può in grasso.
40 minuti
Tutta la caffeina è stata assorbita, le
pupille si dilatano, la pressione del sangue sale e il fegato risponde pompando
più zucchero nel sangue. I ricettori dell’adenosina che si trovano nel cervello
sono completamente inibiti per prevenire uno stato di forte sonnolenza.
45 minuti
L’organismo aumenta la produzione di
dopamina stimolando i centri nevralgici del piacere, esattamente come fa
l’eroina.
<60 minuti
Le proprietà diuretiche della caffeina
iniziano a farsi sentire e sentite il bisogno di fare la pipì. In questo
momento espellerete elementi importanti per le vostre ossa come calcio,
magnesio e zinco, oltre a acqua ed elettroliti.
60 minuti
La festa sta per finire e probabilmente
state andando incontro a un vertiginoso calo di zuccheri che vi renderà
irritabili e fiacchi. Avete già urinato tutta l’acqua presente nella vostra
Coca Cola ancor prima che il vostro corpo ne avesse potuto estrarre gli
elementi indispensabili per idratarvi e rinforzare le ossa e i denti.
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giovedì 30 luglio 2015
La Colazione dello sportivo
Il nostro corpo, dopo le ore destinate al riposo notturno, necessita di
energia per “mettersi in moto” e per affrontare nel modo corretto tutte le
attività della giornata. Il riposo
notturno è inevitabilmente accompagnato dal “digiuno notturno” e quindi il corpo
ha bisogno di “carburante”. Le funzioni cerebrali, per le quali è fondamentale
l’apporto degli zuccheri, non si
interrompono nelle ore notturne; pertanto mentre il corpo riposa, il cervello
continua a consumare. A questa funzione di approvvigionamento del cervello
provvede il fegato che si occupa di svuotare i suoi depositi zuccherini per farli
arrivare a destinazione. Questo è uno dei motivi per cui è importante, appena
ci svegliamo, reintegrare queste scorte con una buona prima colazione. La
prima colazione, infatti, dovrebbe rappresentare il pasto della giornata in
grado di fornire circa il 20% dell’energia giornaliera. Inoltre è importante
ricordare che dopo tante ore di sonno, e di riposo alimentare il nostro corpo si trova nella condizione
migliore per essere nutrito. Tutto quello che introduciamo tramite gli alimenti
contribuisce a ricostruire il nostro corpo o ad accumulare scorte. Queste
trasformazioni dipendono anche dall’orario: al mattino l’assunzione di cibo
contribuisce prevalentemente a costruire cellule e tessuti come ad esempio
quello muscolare. Alla sera si ha un maggior immagazzinamento, ossia si produce
più grasso. Questo è uno dei motivi che dovrebbe indurre tutte le persone che
desiderano sottoporsi a diete dimagranti, a consumare un’abbondante prima
colazione e una cena leggera. La scelta degli alimenti da consumare durante la
prima colazione non deve limitarsi a rispettare l’aspetto quantitativo, ma deve
contenere tutti i principi nutritivi. Quindi deve rappresentare circa il 20%
del fabbisogno calorico giornaliero, ma essere bilanciata con le seguenti
proporzioni: 60-70% di carboidrati, 10 -15% di proteine e 15 – 20% di grassi.
Per essere ancora più pratici, ecco due esempi di colazione:
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mercoledì 29 luglio 2015
La Caffeina e lo Sport
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